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Batteria elettrica
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Batteria elettrica
Tecnica e componenti
 

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La prima batteria fu inventata da Alessandro Volta (1745-1827) che, interessato ed ispirato dalle scoperte pubblicate tra il 1791 e il 1794 dall'anatomista Luigi Galvani (il quale osservò che le fibre muscolari di una zampa di rana, si contraevano se poste in contatto con due metalli di tipo diverso), dopo un'accesa controversia, pubblicò nel 1800 una lettera in cui annunciava l'invenzione della "pila" (Volta costruì la prima cella elettrochimica nel 1796 unendo poi in serie più celle per formare la prima pila).

La cosiddetta “pila di Volta” - composta da una serie di celle voltaiche (coppie di dischi di argento e zinco alternate a pezzi di stoffa imbevuti di soluzione salina, e capace di generare corrente elettrica se connessa ad un cavo metallico) - ciascuna delle quali era provvista di due terminali o elettrodi, uno positivo (detto anodo) e uno negativo (catodo) sospesi in un fluido elettrolitico.

Negli anni successivi, molti inventori elaborarono altre combinazioni di metalli ed elettroliti per produrre batterie più efficienti e pile a gas combustibile prototipi delle "celle a combustione" [vedi]; intorno il 1880 fu utlizzata una sostanza elettrolitica solida, che permise di realizzare la prima pila a secco.

La prima batteria portatile nota con il nome di “Flashlight”, fu prodotta nel 1896.

Nel 1859 il fisico francese Gaston Planté mise a punto una batteria seondaria (ricaricabile) costituita da piastre di piombo immerse in acido solforico, molto simile agli accumulatori oggi utilizzati nelle moderne automobili.
 
  • Cronologia
    1796 A. Volta costruisce la prima cella elettrochimica; unendo poi in serie più celle prepara la prima pila, con la quale produce correnti nell’ordine dell’Ampere , mentre con i generatori elettrostatici si arriva solo a 0,01 Ampere.
    1830 W. Grove propone la prima pila a gas (elettrodi mantenuti in atmosfera di idrogeno e di ossigeno immersi in acido solforico) anticipatrice delle pile a combustibile.
    1859 G. Planté presenta all’Accademia Francese delle Scienze, il primo accumulatore a piombo. Fino al 1881 Faure, Volkmar e Swan perfezionano l’accumulatore rendendolo più efficiente.
    1868 G. Leclanché presenta la sua pila con elettrodi di zinco e biossido di manganese con NH4Cl come elettrolita. Prodotta per la prima volta nel 1890, il sistema è usato ancora oggi nelle pile a secco.
    1881 De Lalande e Chaperon brevettano la prima pila a elettrolita alcalino che ha una f.e.m. di 0,85 V.
    1900 All’epoca vengono sviluppati accumulatori alcalini nichel-cadmio e al nichel-ferro (Jungner e Th. A. Edison). Altri sistemi alcalini: cella AgO/Cd (Hubbell, 1908), AgO/Zn (Morrison, 1910).
    1940 Viene prodotta la pila a ossido di mercurio-zinco, molto usata durante la II guerra mondiale e ancora diffusa nelle applicazioni che richiedono una tensione costante.
    1941 André introdusse i separatori di cellofan per prolungare il tempo di vita e per tentarne la ricarica, fino alle celle stagne (o ermetiche), senza consumo dell’elettrolita utilizzabili in ogni posizione.

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