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Alfa Romeo Giulietta
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Alfa Romeo Giulietta
Prodotti > Automobili
Italy 1954

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Esposta sullo stand Alfa Romeo, il 19 aprile del 1954, al 36° Salone di Torino, vengono presentati al grande pubblico il fascino e sportività della "Giulietta Sprint".  Ne è prevista una produzione assai limitata, per una vettura che, nei piani della Casa, deve destare curiosità in vista della Giulietta Berlina, di cui il lancio era previsto per l'anno successivo. Ma l'accoglienza ricevuta alla kermesse torinese, cambia completamente le carte in tavola: oltre 700 ordini raccolti nelle sole giornate della manifestazione e, dopo il Salone di Torino, i concessionari Alfa Romeo saranno letteralmente presi d'assalto per una produzione durata sino al 1965 con nove differenti versioni per un totale di 180.000 unità. Il prezzo al lancio era di oltre 2 milioni di lire, quando lo stipendio mensile di un operaio si aggirava intorno alle 40.000 lire.

La linea della Giulietta Sprint porta la firma della Carrozzeria Bertone ma è vero che alla nascita del nuovo coupé parteciparono più stilisti. L'impostazione iniziale fu opera di Giuseppe Scarnati, designer dell'Alfa Romeo, che tra il '51 e il '53 aveva ideato e realizzato il primo prototipo presso il reparto Carrozzerie Speciali Alfa Romeo. Ma il risultato non convinse Francesco Quaroni, direttore generale della Casa automobilistica, che chiese il contributo degli stilisti Mario Boano della Ghia e Franco Scaglione della Bertone. La collaborazione tra i due designer portò ad un primo prototipo, ma che durante la fase di preparazione Boano passò a dirigere il neonato Centro Stile Fiat rinunciando così all'incarico. Fu allora Nuccio Bertone che, con grande determinazione, propose a Quaroni di portare a termine il progetto da solo. Così ispirandosi alla mitica 1900 Sprint del 1951 e alla successiva versione Super Sprint (con 190 km/h era la più veloce due litri del suoi tempi), Bertone disegna la Giulietta Sprint con il frontale che riprende il tema stilistico della "1900", con mascherina centrale e una serie di ''baffetti'' che delimitano le prese d'aria, mentre il fanalino posteriore ha angoli smussati senza luce di retromarcia. Se l'idea della Giulietta nasce in seno all'azienda - basti pensare al gruppo di progettazione dell'Alfa Romeo diretto dall'ingegner Orazio Setta che cominciò a delineare la "Giulietta" alla fine del 1951 - e altrettanto vero che la versione definitiva porta inequivocabilmente la firma di Franco Scaglione della Bertone.
Pur avendo dimensioni contenute (è lunga 3980 mm, larga 1540 mm e alta 1320 mm) la vettura colpisce per una linea esterna pulita, essenziale, davvero rivoluzionaria per quei tempi e assolutamente a proprio agio nel panorama automobilistico attuale. Vista di profilo la Giulietta Sprint: l'unico dettaglio decorativo di questa carrozzeria filante è una stringa cromata sulla battuta delle portiere. Vocazione sportiva, che trova conferma all'interno del modello: ecco allora un cruscotto essenziale e rivestito di lamiera, che comprende una strumentazione con tachimetro, contachilometri anche parziale, contagiri, indicatori della pressione e della temperatura dell'olio, livello della benzina e temperatura dell'acqua.