Questo sito richiede il plugin flash per mostrare alcuni dei suoi contenuti. DOWNLOAD
Coppa 1000 Miglia
item.STAMPA
 
Coppa 1000 Miglia
Sport & Corse
 

| Altri


COPPA DELLE 1000 MIGLIA (26-27 marzo 1927)
Modesta fu la partecipazione straniera (solo tre piloti sulle minuscole Peugeot della classe H, fino a 750 cc), mentre s’iscrissero alla manifestazione i migliori piloti italiani oltre ad alcuni personaggi pubblici, quali Leandro Arpinati, podestà di Bologna e presidente dal 1926 della Federazione Italiana Gioco Calcio.
Alle 8 del 26 marzo, all’ordine del mossiere Augusto Turati, segretario del Partito nazionale fascista, le automobili concorrenti, con in testa la Isotta Fraschini 8A SS di Aymo Maggi e Bindo Maserati, presero il via da viale Venezia a due minuti di distanza l’una dall’altra, per le classi fino alla C, mentre per le successive il distacco fu ridotto a un solo minuto.
Si racconta che almeno 25.000 militi furono schierati lungo il percorso per tenere a bada gli spettatori sul ciglio della strada, grossa preoccupazione che agitava gli organizzatori, mentre sulle strade aperte al normale traffico i piloti, da regolamento di gara, avrebbero dovuto “osservare il regolamento di Polizia Stradale”.
La maggior potenza delle Alfa RL SS permise a Gastone Brilli-Peri di eccellere in pianura, raggiungendo Bologna alla media di 106,5 km/h con quattro minuti di vantaggio su “Nando” Minoia (OM) e cinque su Attilio Marinoni (Alfa), e di amministrare poi il distacco, arrivando a Roma, dopo un percorso di 587 km, alla media eccezionale per le strade dell’epoca di 88 km/h, con un vantaggio di quasi 14 minuti su Minoia.
I maggiori problemi furono creati dallo stato delle strade e dalla resistenza dei pneumatici. Per completare il percorso, “Gildo” Strazza (Lancia) dovette cambiare sei pneumatici e tre ciascuno i fratelli Danieli (entrambi alla guida delle OM) e Maggi.
Brilli-Peri aveva, tuttavia, chiesto troppo alla meccanica della sua RL SS e dopo Spoleto dovette fermarsi per la fusione delle bronzine del motore. La corsa terminò con la vittoria delle tre OM in fila, vincitrici anche della “Coppa Brescia”, davanti alle Lambda di Strazza e Pugno e alla ingombrante Isotta di Aymo Maggi. Arturo Mercanti, direttore dell’Automobile Club di Milano e celatosi sotto lo pseudonimo di Frate ignoto, salvò l’onore dell’Alfa giungendo settimo assoluto con una RL SS.
Stupì la media tenuta dal vincitore. Gli organizzatori avevano stabilito un tempo massimo basato su una media di 49 km/h per le vetture della classe B e di 30 km/h per quelle della G (fino a 1100). Commentava il «Corriere della Sera»: “Poco più di venti ore, nemmeno un giorno e una notte per compiere quasi 1700 km: una media che supera i 77 orari. Un treno direttissimo sarebbe stato largamente battuto. L’automobile è passata per le strade di mezza Italia come un dominatore di tempo e di spazio. Il successo del mezzo meccanico appare dunque grandioso, come appare bellissima la vittoria conquistata dagli uomini che hanno saputo audacemente condurlo e saggiamente disciplinarlo”.
 

Immagini

line_separator