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Coppa 1000 Miglia
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Coppa 1000 Miglia
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XXII COPPA DELLE 1000 MIGLIA (30 aprile - 1 maggio 1955)
È l’edizione più nota di tutte le Mille Miglia disputate, in quanto fu quella dei record.
In primo luogo per il numero di partenti: ben 521 per premiare i quali Castagneto aveva previsto ben 12 classifiche ufficiali più altrettante speciali sempre ufficiali, più un paio del tutto arbitrarie aggiunte all’ultimo momento. Se questa politica aveva ripagato in termini economici l’organizzazione, aveva iniziato a creare dissensi tra i tre creatori della Mille Miglia rimasti. Canestrini nell’imminenza della gara fece, infatti, sentire il proprio disaccordo, scrivendo a favore di un ritorno alle origini, quando vi erano solo cinque classi, e di una contrazione del numero di partecipanti, privilegiando la qualità dei concorrenti e contrastando le spinte demagogiche che stavano trasformando la manifestazione in una sagra paesana.
Come già nel 1931, la Mercedes Benz contribuì a salvare la gara. Vincendo, infatti, fornì quella credibilità internazionale che si stava appannando. Ma altrettanto merito deve essere accordato a Stirling Moss e a Denis Jenkinson che prepararono un dettagliatissimo "radar", scritto su una striscia di carta lunga oltre 5 metri che si svolgeva da un rullo per avvolgersi su un altro, entrambi disposti parallelamente in una scatola. "Jenks" man mano che procedevano nel percorso, avvolgeva contemporaneamente la striscia leggendo le note corrispondenti e comunicandole a Moss con dei segni convenzionali della mano.
È forse poco noto che questo metodo fu preferito all’interfono tra pilota e co-pilota che la Mercedes aveva realizzato, ma le cui comunicazioni spesso non venivano comprese dal pilota troppo assorto nella guida.
Il risultato di questa metodica preparazione fu eccezionale: Moss vinse la gara alla media record di 157,650 km/h, segnando anche i nuovi record sui tratti Brescia-Pescara (189,981 km/h) e Brescia-Roma (173,050 km/h), oltre che sulla Cremona-Brescia (198,464 km/h) del gran Premio Nuvolari.
La classifica all’indice di prestazione, normalmente premio di consolazione per le piccole cilindrate, lo vide nuovamente dominare davanti al compagno di squadra Juan Manuel Fangio, secondo assoluto e distanziato di oltre mezz’ora al traguardo.
La sconfitta dell’industria automobilistica italiana fu, invece, completa e in tutte le classi che annoverassero vetture concorrenti di Marca straniera. Particolarmente bruciante fu la vittoria della Porsche sia nella classe fino a 1300 Gran Turismo a danno delle nuove Alfa Romeo Giulietta Sprint, sia nella Sport fino a 1500.
La Mercedes si aggiudicò con l’americano John Fitch anche la categoria Gran Turismo, ma, unica scusante, la Ferrari non era riuscita ancora a fare omologare sportivamente le sue berlinette tipo 250 in tempo per la gara  .
 

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