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Coppa 1000 Miglia
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Coppa 1000 Miglia
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XXIV COPPA DELLE 1000 MIGLIA (11 - 12 maggio 1957)
Il numero di partenti fu ridotto ulteriormente a 350 vetture e per il secondo anno consecutivo si cercò di combattere il fenomeno delle antisportive pretattiche attuate per annullare gli effetti dell’estrazione a sorte del numero di partenza nell’ambito della classe di cilindrata della vettura iscritta.
La tardiva operazione di riqualificare la manifestazione non sortì, tuttavia, gli effetti desiderati in quanto i partenti dalla pedana di viale Venezia furono solo 298.
Pur continuando a essere una prova valida per il Campionato Mondiale per Marche riservato alle vetture Sport, solo la Ferrari e la Maserati schierarono le loro squadre ufficiali, quest’ultima allineando due 4500 a 8V, una per Stirling Moss e l’altra per Jean Behra, un’inedita 3500 a 12 cilindri per Hans Herrmann e una sei cilindri per l’italiano Giorgio Scarlatti.
La squadra di Maranello era forte di quattro Sport affidate a Piero Taruffi, Peter Collins, Wolfgang Von Trips e Alfonso de Portago, ricchissimo figlio di un Grande di Spagna e di una istitutrice irlandese, oltre che nuotatore di classe internazionale, giocatore di polo, olimpionico di bob a Cortina nel 1956, dove giunse quarto con tre suoi amici nella gara di bob a quattro, e vincitore assoluto del Tour Auto nel 1956 in coppia con Edmund Nelson.
La Gran Bretagna era, invece, rappresentata da una Jaguar D Type semiufficiale iscritta dalla Ecurie Ecosse per Ron Flockhart e da una Cooper Jaguar senza molte speranze di terminare. Più folcloristica che altro era, infine, la presenza della Caballo de Hierro Mk.II, costruita negli Stati Uniti montando su un primitivo telaio per monoposto “roadster” da circuiti ovali, tipo Indianapolis, un potente motore Chrysler di oltre sei litri di cilindrata.
Amene risultarono le verifiche ante-gara per l’assurdo obbligo imposto dall’allegato C, con un ritorno a trent’anni prima, di dotare le vetture Sport di un mantice e di presentarsi a queste con l’abitacolo coperto dalla inutile capote alzata..
Le aspirazioni della Maserati si vanificarono ben presto. Behra non prese la partenza per un incidente avvenuto provando su strada aperta la vettura da corsa prima della gara, Moss si ritirò a pochi chilometri dalla partenza per la pericolosa rottura del pedale del freno, presto imitato da Herrmann che non arrivò al controllo di Ravenna. La vittoria premiò così Taruffi e la Ferrari ma a Guidizzolo.
A meno di quaranta chilometri dal traguardo di arrivo, Alfonso de Portago era uscito di strada per lo scoppio del pneumatico anteriore sinistro, causando la morte di dieci spettatori e perdendo la vita assieme al copilota Edmund Gurner Nelson.
Tre giorni dopo il Governo italiano decretò la fine della Mille Miglia e delle corse su strada aperta.
 

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