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Coppa 1000 Miglia
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Coppa 1000 Miglia
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III COPPA DELLE MILLE MIGLIA (13-14 aprile 1929)
La crescente crisi economica impedì la partecipazione di squadre straniere alla terza edizione della Coppa delle Mille Miglia.
Baconino (così all’anagrafe, solo più tardi, con il sopraggiungere della fama, il sovversivo nome fu cambiato in un più regale Mario Umberto) Borzacchini, assoldato dai fratelli Maserati per condurre una 26B MM che la stampa dell’epoca vuole sia stata dotata di un motore di 1700 cm³, si schierò con la vettura più potente della classe E (fino a 2000 cm³) dove esordivano anche le nuove Alfa Romeo 6C 1750 SS a “testa fissa”, soluzione adottata dall’ingegner Jano per ovviare alle bruciature della guarnizione della testata. Da segnalare anche la Fiat 521 Siata di Giorgio Ambrosini, manager della Casa di preparazioni sportive torinese, e di Piero Dusio, futuro creatore della Cisitalia.
Aumentò, in compenso, la partecipazione femminile: oltre alla baronessa Avanzo, prese la partenza con una Lancia Lambda berlina anche l’attrice Mimì Aylmer (Eugenia Spadoni) - pare amata da Umberto di Savoia e poi da Galeazzo Ciano - che si classificò brillantemente all’undicesimo posto nella classe D (fino a 3000 cm³).
Unica novità regolamentare fu l’estrazione a sorte del numero di gara delle vetture delle classi da F a C, riunite in un unico gruppo da 1101 a 5000 cm³, anche se con classifiche di classe separate. Non è chiara la motivazione, ma è probabile o un altro colpo d’ingegno degli organizzatori per mantenere vivo l’interesse degli spettatori per tutto l’arco dei passaggi, o un tentativo di evitare comportamenti anti-sportivi da parte di qualche squadra coll’iscrizione di “gregari” al seguito delle vetture di punta.
Borzacchini (Maserati) prese subito la testa, precedendo Campari, Varzi, Brilli-Peri e Bornigia con le Alfa 1750, seguiti dalla OM di Morandi e Rosa, alleggerita e potenziata da un motore con compressore Cozette.
A Bologna, Borzacchini segnava il nuovo record alla media di 127,266 km/h e manteneva la testa fino a Roma dove giungeva in 6.23’ (altro nuovo record) con tre minuti esatti di vantaggio sul più paziente Campari, che ne attendeva il probabile ritiro vista l’esperienza l’anno precedente della Bugatti di Gastone Brilli-Peri.
Per ironia della sorte Borzacchini fu costretto al ritiro proprio a Terni, sua città natale, e la lotta per il primato assoluto ebbe termine. Come negli anni precedenti brillante fu il comportamento della Lancia con Strazza, che era risalito al secondo posto a Spoleto, mantenendolo fino ad Ancona. Poi non era riuscito a resistere alla rimonta della OM di Morandi e quindi della 1750 SS di Varzi che lo superava in classifica nel tratto finale da Feltre a Brescia.
La pioggia, caduta a tratti, permise il miglioramento dei record precedenti solo nelle classi E e D. Vi è da notare, però, che i primi nove classificati nella classifica assoluta migliorarono il record stabilito da Campari-Marinoni nel 1928. Il GP Brescia a squadre fu vinto dall’Alfa Romeo per il secondo anno consecutivo
 

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