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Coppa 1000 Miglia
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Coppa 1000 Miglia
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IV COPPA DELLE 1000 MIGLIA (12 - 13 aprile 1930)
La popolarità raggiunta in breve tempo dalla Mille Miglia può essere intuita da alcuni fatti.
In primo luogo, il regolamento particolare di gara fu stampato in quadricromia e in edizione bilingue (italiano e francese), anche se il percorso riportato era erroneo, in quanto i concorrenti, in realtà, da Brescia giunsero all’attraversamento del Po di Casalmaggiore passando per Manerbio e per Cremona, deviazione quest’ultima che Castagneto si affrettò a telegrafare a Roberto Farinacci, potentissimo “ras” della zona, che l’aveva richiesta espressamente.
Polemiche campaniliste sollevò, anche, l’abolizione del controllo di Loreto, piccola cittadina esclusa dal percorso a vantaggio del capoluogo Porto Recanati.
Quale opera di promozione in favore dell’automobilismo sportivo furono istituiti premi per i corridori “non esperti”, ovvero per “tutti coloro che non sono compresi nell’elenco più oltre riportato e che non siano compresi nelle équipes iscritte da Case o da Rappresentanti”. Tale iniziativa si affiancava a quella presa dalla «Gazzetta dello Sport» che aprì una rubrica dal titolo Piloti per la Mille Miglia offronsi, aperta a giovani aspiranti piloti privi di una vettura idonea.
Allo scopo di gestire e anche noleggiare a piloti privati vetture da competizione era, intanto, nata a Modena alla fine del 1929 la Scuderia Ferrari, che schierò alla IV Mille Miglia tre Alfa Romeo 1750 GS.
Purtroppo all’ultimo minuto la squadra delle Bentley, in ritardo con la preparazione delle vetture anche per problemi economici, non si presentò e così la mastodontica Mercedes SSK di Caracciola e Werner rimase l’unica seria avversaria alle Alfa Romeo e alle OM.
A Bologna passò primo Luigi Arcangeli con la sua Maserati 26 alla media di 138,825 km/h, ma uscì di strada prima di Firenze. La lotta per il primato divenne quindi un duello tra Achille Varzi e Tazio Nuvolari, quest’ultimo avvantaggiato dal fatto di essere partito dieci minuti dopo il pilota di Galliate che, sembra, non venisse bene informato negli ultimi tratti del ritmo di gara che stava mantenendo il rivale.
La leggenda, forse eccessivamente romanzata, racconta che Nuvolari abbia sorpassato Varzi a Desenzano, poco prima del traguardo, dopo averlo seguito a fari spenti per coglierlo di sorpresa.
L’Alfa si aggiudicò anche la Coppa Brescia a squadre.
 

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