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Coppa 1000 Miglia
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Coppa 1000 Miglia
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VI COPPA DELLE 1000 MIGLIA (9- 10 aprile 1932)
La vittoria a media record della Mercedes nel 1931 contribuì non poco alla crescita delle Mille Miglia. Da un lato permise alla gara di acquisire quella patente di internazionalità che non le era ancora riconosciuta, dopo quattro vittorie di piloti e marche italiane.
Dall’altro il successo straniero convinse il Regime dell’opportunità di far disputare almeno un’altra edizione, nonostante le crescenti critiche per i costi connessi con l’onerosa organizzazione, cosicché l’ultimo vincitore ricordato della “manifestazione più espressiva e dinamica dello sport italiano” fosse un connazionale su una vettura italiana.
Furono introdotte alcune novità organizzative. In primo luogo le verifiche tecniche antegara furono spostate in piazza della Vittoria, inaugurata quell’anno. Il genio organizzativo di Renzo Castagneto non solo permise agli inviati della stampa, come a W.F. Bradley di «Autocar», di seguire la gara con la propria vettura, ma anche spostò l’orario di partenza della prima vettura alle otto di mattina, cosicché gli arrivi iniziassero in un’ora ancora accessibile al grande pubblico.
A Bologna era primo Nuvolari con la Alfa 8C 2300 alla media record di 161,361 km/h, precedendo il compagno di squadra Caracciola, primo a Roma, e Varzi con la Bugatti T55 di cinque secondi. I loro ritiri e un prodigioso inseguimento, battendo ogni record nel tratto Roma-Brescia, consentì a Baconino Borzacchini e alla sua Alfa di vincere. Terzo assoluto arrivò la 1750 di Luigi Scarfiotti, figlio dell’ex presidente della Fiat e padre del compianto Ludovico, che arrivò alle soglie della F.1.
 

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