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Coppa 1000 Miglia
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Coppa 1000 Miglia
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IX COPPA DELLE 1000 MIGLIA (14 - 15 aprile 1931)
Verso la fine del 1934 Nuvolari stava negoziando per passare alla Auto Union, ma per l’opposizione - sembra, di Hans von Stuck - le trattative si interruppero e la Casa tedesca si accordò con Varzi, mentre il pilota mantovano fece pace con Ferrari, decidendo, tuttavia, di dedicarsi solo ai Gran Premi.
Varzi, privo di una vettura idonea, decise di partecipare con la Maserati 6C 34 Sport, che la Casa stava allestendo per la Scuderia Subalpina e che fu affrettatamente trasformata in biposto. A Bologna, Varzi era secondo in classifica generale, preceduto dall’Alfa Romeo di Mario Tadini che non fu in grado di battere il record del 1933.
A Siena il galliatese fu costretto al ritiro, mentre Carlo Pintacuda aveva assunto il comando della corsa alla guida della strana biposto che la Scuderia Ferrari aveva realizzato modificando una monoposto Alfa Romeo P3.
Il resto della gara fu senza storia con la vittoria del giovane Pintacuda, in coppia con l’altrettanto minuscolo marchese Della Stufa, a una media leggermente superiore a quella dell’anno precedente. Per la prima volta nella sua breve storia, la Mille Miglia fu appannaggio di un pilota non ancora affermato e che ottenne la sua consacrazione nella gara bresciana, dopo la vittoria nel Giro d’Italia del 1934.
La sostituzione del velleitario Parisio, autore - nella sua improvvisa quanto breve carriera alla guida dello sport automobilistico - di numerose gaffes, riportò, infine, alla Mille Miglia le vetture utilitarie e i piloti “dilettanti”, che furono premiati con speciali classifiche.
 

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