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Numero 5
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Numero 5
Editoriale
 

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Cari lettori,
chissà come avrebbe commentato l’Avvocato? Forse con parole pari a quelle di Willys: « Lui è un grande esecutivo, dalla straordinaria abilità costruttiva, e soprattutto lui rappresenta per me quello che il filosofo ha così abilmente definito un uomo puro sia dentro che fuori, che non guarda ammirato il ricco e neppure dall’alto in basso il povero, che può perdere senza strillare e può vincere senza vantarsi, che è troppo bravo per mentire e troppo generoso per imbrogliare, e che prende la sua parte del mondo e lascia all’altra gente la loro. »
Queste parole entusiaste erano per Chrysler, Walter Percy Chrysler, che pur non essendo titolato, era soprannominato il "dottore … che salva le aziende". E Willys aveva davvero visto lungo in lui per pagarlo quello che allora era una somma a dir poco importante: un milione di dollari all'anno.
Chrysler non avrebbe accettato per meno. La situazione della Willys era disastrosa e non riuscire in quell’impresa avrebbe significato la propria reputazione.
In pochi mesi Chrysler ridusse i debiti dell’azienda da 46 milioni di dollari, a 18 milioni, fino a portarla di nuovo in nero quindi ad un attivo utile operativo nel 1921. E questa fu di fatto un impresa incredibile. Ma Chrysler, come tutti i grandi geni che non possono essere compresi, già serbava il suo nuovo e rivoluzionario Sei cilindri che nel 1924 diverrà il primo prodotto a portare il Suo nome.
Nel 1921 lascierà la Willys. Qualcuno, forse un banchiere o un avvocato, provò a dirgli che un milione di dollari erano troppi per chiunque. Chrysler guardò il consesso negli occhi e disse: «Voi pensate che sia troppo, no? Se questo è quello che pensate a riguardo, ...».
Quello che Chrysler rispose lo lasciamo alla discrezione dei più attenti storici dell’automobile e dei suoi personaggi o dovrete attendere finquando in un prossimo numero la nostra redazione non Vi riproporrà l’intera affascinate biografia di un grande genio dell’automobile quale Walter P. Chrysler.

Si ringrazia la preziosa collaborazione di ATA e del Centro Ricerche Fiat per il contributo alla ricerca e trattazione dell'item Motore elettrico.

Buona lettura, ff