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Bertoni Flaminio
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Bertoni Flaminio
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Flaminio Bertoni nasce a Masnago di Varese il 10 gennaio del 1903, nel Segno zodiacale della “Conquista delle Grandi Opere”, il Capricorno.  Rimasto orfano di padre, già da adolescente comincia a lavorare come apprendista falegname e poi lattoniere alla “Carrozzeria Macchi”, dove viene presto promosso a “capo disegnatore”, vista anche la sua grande passione per le automobili.  Ammiratore di Leonardo da Vinci e Michele Angelo Buonarroti, inizia presto a cimentarsi con il disegno artistico e la scultura, sotto la importante guida di Giuseppe Talamoni, Lodovico Pogliaghi ed Enrico Butti.

A vent’anni, di ritorno da una prima e feconda missione in Francia, apre un suo studio di artista in Varese e dopo quattro anni diventa progettista indipendente, offrendo la sua opera a varie carrozzerie della zona, come la Varesina e la Baroffio.  Nello stesso periodo, inizia a partecipare a esposizioni artistiche in tutta Italia, quando, non ancóra trentenne, viene assunto alla Citroën di Parigi.  Pochi mesi dopo, in una sola notte, scolpisce in plastilina il celeberrimo prototipo della rivoluzionaria Traction Avant, primo caso di vettura progettata in volume prima che nel disegno.  Da quel momento in poi, la sua carriera di artista poliedrico, oltre che di raffinatissimo progettista tecnico, è un crescendo interminabile tra opere di pittura, scultura, disegno.

Prima del compimento dei quarant’anni, Bertoni aveva già disegnato le linee definitive della mitica 2CV e di altre vetture particolari, come il primo autobus “a visibilità totale” commissionatogli da Baroffio, o come quelle di un curioso veicolo a tre ruote denominato Mathis (che verrà prodotto solo nel 1954).  È anche suo il primo furgone a pianale unico del mondo, il simpatico Citroën T.U.B., antesignano di tutti i moderni veicoli del genere.  Costretto, per un incidente, a rimanere bloccato in un letto di ospedale per parecchi mesi, Bertoni intraprende un intenso periodo di studio che lo porta a realizzare oltre duemila opere tra ritratti, dipinti, acquarelli, disegni industriali per brevetti.  Nello stesso periodo avvia gli studi per conseguire la laurea in Architettura, che otterrà pochi anni dopo nel 1944.
Nel 1955 viene presentata al Salone dell’Automobile di Parigi la sua piú immortale creazione di design automobilistico, la Citroën DS.  La Dèesse di Flaminio Bertoni è la risposta alla domanda “Può una automobile essere un’opera d’arte?”, ed è il frutto di anni di attività molto intensa durante i quali l’artista varesino si occupa anche di architettura (suo è il brevetto della “casa monolitica” e della “casa d’artista”, che ruota su se stessa per inseguire la luce del sole) e di scultura, vincendo numerosi primi premî in Europa, America e Australia.

Nel 1961 esce la sua ultima, sofferta, creazione automobilistica, la inimitabile Citroën Ami6, campionessa assoluta di vendite in Francia per tutti gli Anni Sessanta, e riconosciuta dallo stesso artista come il suo disegno piú sentito.  L’anno successivo, Flaminio Bertoni inaugura il suo nuovo atelier di Antony, fuori Parigi, vincendo ancóra una volta il primo premio al Salone dell’Arte Libera della capitale francese.
Il 7 febbraio del 1964, d’improvviso, Bertoni muore per ictus cerebrale, dopo una inutile corsa in ambulanza, una DS da lui stesso disegnata.
 

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