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Bertoni Flaminio
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Bertoni Flaminio
Personaggi
 

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Qui Parigi, Radiotelevisione francese – ITALIANI IN FRANCIA-
E’  al microfono Umberto Favia.
...
E’ stato a Parigi. Al 69° Salone degli artisti indipendenti. Tra i 1.800 espositori c’ erano un’ottantina di Italiani e tra questi circa ce n’era uno del quale avevo ammirate due magnifiche sculture: un selciatore e un atleta. Due opere magistrali, di una grande forza espressiva , e piena di equilibrio. Il nome dell’autore di quelle due opere (Flaminio Bertoni) non mi era ancora nota. Ve lo confesso. Qualcuno, cui avevo chiesto chi fosse Flaminio Bertoni mi aveva risposto “E’ un architetto. Credo che risieda a Parigi”. Un altro infine mi aveva precisato “E’ un pittore che fa delle sculture e che dev’essere anche ingegnere. Un altro infine mi aveva precisato. E’ un carrozziere della Citroen; e assomiglia a Beethoven”. Incuriosito da questa molteplicità di professioni, e dalla assomiglianza del celebre compositore tedesco, volli indagare, e scoprii… che tutto ciò che m’era stato detto era vero. Flaminio Bertoni è infatti disegnatore, pittore,s cultore, ingegnere, carrozziere, architetto …e assomiglia a Beethoven! Il suo passato non è romanzesco, né straordinario, come si potrebbe credere. Ma è denso di vicende (tristi e lieti, naturalmente, come quelle di molta gente) e di lotte, quasi sempre vittoriose. Il suo presente è laborioso e sereno. Anzitutto: Flaminio Bertoni è lombardo.
E’ nato a Masnago, nel 1903, e quindi prima che Masnago, allora in provincia di Como, ne venisse amputata e trasformata in frazione della vicina Varese, elevatagli onori di capoluogo di provincia. Rimasto orfano giovanissino (suo padre, modesto sarto varesino, morì nella prima guerra mondiale), Flaminio Bertoni, a 14 anni, dovette interrompere gli studi e cercarsi un lavoro, per aiutare sua madre a vivere. Il suo primo impiego lo trovò come apprendista falegname in uno stabilimento di costruzioni aeronautiche: la Macchi di Varese. Ma prima aveva fatto un rapido passaggio in una carrozzeria. Era l’epoca del tramonto della locomozione ippica.

Alla Macchi, Flaminio Bertoni avrebbe voluto essere addetto alla costruzione dei motori, ch’erano la sua passione. Invece dovette accontentarsi di apprendere l’arte, meno inebriante, del carpentiere. La Macchi costruiva allora anche automobili e perciò aveva un reparto di disegnatori, in cui quattro poveri diavoli si arrabattavano a tracciare col gesso su una lavagna sagome rudimentali di carrozze a motore, ispirate da quelle carrozze a cavalli. Un vero anacronismo!
Flaminio bertoni, seguendo con interesse il lavoro dei disegnatori (egli aveva allora 19 anni), si preparava di nascosto a emularli e superarli, inventando nuove linee: Finche un giorno si fece coraggio e presentò un suo progetto di carrozzeria. Gli risero i faccia. “Soltanto una nave si potrebbe costruire così !” gli osservarono.

Ma un anno dopo, Bertoni si ripresentò, con un nuovo progetto, e questa volta i dirigenti della Macchi non risero, gli fecero dei complimenti e lo spedirono, a spesa della ditta, a Parigi. Parigi era allora il centro mondiale di tutte le innovazioni, il paese in cui tutto veniva assecondato e reso possibile. In fatto di automobili poi l’industria parigina era all’avanguardia.