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Bertoni Flaminio
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Bertoni Flaminio
Personaggi
 

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A Parigi si studiavano i nuovi motori, i nuovi modelli di macchine chiuse… Bertoni, in poco tempo ambientato e favorito da una indomabile forza di volontà, oltre che da una grande intelligenza, si era rapidamente messo in grado di rendere alla Macchi preziosi servigi; ma, entusiasmato dalla vita parigina, non tardò a cercare di emanciparsi, svolgendo qui una sua attività personale, libera e sufficientemente proficua. Questa possibilità l’ebbe nel 1924, allorquando andò ad offrire alla SICAL, ch’era una società di costruzioni automobilistiche, un suo progetto di sportello con finestrino a funzionamento pneumatico. I Francesi avevano inventato il finestrino con la manovella. Alla SICAL, dove sei mesi prima il giovane italiano aveva avuto un’accoglienza piuttosto astile, il progetto del Bertoni piacque moltissimo. Piacque tanto che i dirigenti della ditta vollero accaparrarsi subito il progetto e il suo autore, proponendo a quest’ultimo, che accettò, uno stipendio fisso con diritto di esclusività. Assicurandosi cosi l’indipendenza desiderata, con la possibilità di restare indefinitamente e tranquillamente a Parigi, Flaminio Bertoni si mise a frequentare assiduamente il LOUVRE dove dapprincipio andò a cercare ispirazione per i suoi modelli di carrozzeria, e a poco a poco fu sedotto dalla bellezza dei capolavori pittorici e scultorei che vi sono conservati sino al punto da sentirsi invogliato a scolpire e a dipingere.

Fu così che Flaminio Bertoni divenne pittore e scultore (pitture e sculture autodidatta, allievo per intuizione e diligente, paziente osservazione, dei grandi maestri del passato), pur senza trascurare il suo lavoro alla SICAL, ed anche perfezionandolo di continuo sino ad essere considerato uno dei migliori disegnatori di carrozzerie di automobili esistente a Parigi. Bertoni aveva di che essere felice. Sennonché le notizie che gli giungevano dall’Italia cominciarono a turbarlo. Sua madre s’era ammalata e desiderava ch’egli gli stesse vicino. Bertoni allora abbandonò tutto e torno a Varese, dove rientrò alla MACCHI, apportandole la sua ricca esperienza parigina, e collaborando brillantemente alla produzione dei suoi nuovi modelli, ossia sino al 1931. nel 1932 una grande rivoluzione stava per effettuarsi a Parigi nel campo delle costruzioni automobilistiche.
André Citroen, che fu uno dei maggiori costruttori francesi, un precursore geniale e sfortunato, biasimevole come uomo d’affari ma insuperabile come tecnico, si proponeva di sostituire nelle sue automobili alla carrozzeria in legno la carrozzeria metallica, ch’egli avrebbe fatto fabbricare a pezzi separati nelle grandi fonderie d’America.

Bertoni capitò a Parigi al punto giusto per diventare il più prezioso coadiutore di Citroen. Battendo tutti i carrozzieri francesi invitati da Citroen a presentargli dei modelli. Bertoni disegnò per la grande officina del lungosenna Javel ( battezzato da poco lungosenna Citroen) la macchina che nel 1934 fu lanciate sui i mercati di tutto il mondo col più trionfale successo: la 11 cavalli Citroen a trazione anteriore. Da allora Flaminio Bertoni è stato (ed è tuttora) il carrozziere dell’intera produzione della Citroen.