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Bertoni Flaminio
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Bertoni Flaminio
Personaggi
 

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F- A proposito della sua scultura, che io, come ho già detto, ho ammirato moltissimo: pensa che le sue opere possano classificarsi sotto l’etichetta di corrente artistica?
B- Penso che uno scultore non debba appartenere ad una corrente: quello che è indispensabile è avere una personalità. E la personalità deve inchinarsi di volta in volta al soggetto che viene trattato. Veda. Le mie sculture trattano i generi più diversi: vanno dall’espressione dello sforzo bruto di un atleta alla mistica e accorta religiosità di figure sacre. Ora, secondo il soggetto da scolpire, il mio stato d’animo è diverso. Quando scolpisco un atleta, rimango in superficie, in quanto lo sforzo fisico non ha nulla di profondo. Ma quando scolpisco una Madonna, allora cerco di scrutare nell’intimo. Così vengono fuori due modi di scolpire, a prima vista discordi. In realtà non faccio che obbedire al soggetto non faccio che obbedire al soggetto da esprimere.
F- Posso chiederle, caro ing. Bertoni, come sia giunto alla carrozzeria?
B- Sono nato carrozziere! Per me il bisogno di disegnare un’automobile è lo stesso che prova un pittore di dipingere e un musicista di comporre una melodia. Personalmente, le mie carrozzerie le riservo alla natura. Trent’anni fa ne ricavai una da un cigno. La DS mi è stata ispirata da un pesce.
F- Preferisce scolpire o disegnare carrozzerie?
B- Non c’è differenza tra le due cose. Tutto ciò che è volume è scultura. La carrozzeria ha un volume. Le due cose sono identiche!
F- Perciò anche quella del carrozziere è un’arte?
B- Qualche cosa di più, in quanto c’è la creazione, oltre alle imposizioni estranee come le esigenze meccaniche che non hanno nulla a che vedere con l’arte.
F- E come nasce una carrozzeria?
B- la carrozzeria è un nucleo, un insieme che si ferma nella mente del carrozziere. Poi, purtroppo, si comincia a rovinare quel nucleo meraviglioso per aggiungervi le ruote, i vari aggeggi, e quella orribile cosa che è un motore.
F- Perché il motore è un’orribile cosa ?
B- Beh, in un certo senso rovina tutto, perché rappresenta la tecnica, e la tecnica è implacabile. Alle sue esigenze si deve sottomettere anche l’ispirazione.
F- Ci vuole molto tempo per creare un prototipo ?
B- A volte anche 10 anni. Uno ha un’idea, poi l’abbandona, poi la riprende… proprio come un quadro o un romanzo. Poi, fatto il prototipo, cominciano i guai, perché bisogna adattarlo alle esigenze della fabbricazione in serie, che a volte fanno a pugni con l’idea originaria del carrozziere.
F- Ma dev’essere una gioia progettare una nuova carrozzeria!
B- Si, quando si tratti di fuoriserie: Allora l’estro e la linea possono sbizzarrirsi, la fantasia può vagabondare fuori da oppressioni tecnico-commerciali.
F- Qual è la differenza tra la linea americana e quella europea?
B- Diciamo che in America è la meccanica che cerca di andare verso l’arte; mentre in Europa è l’arte che va verso la meccanica.