Questo sito richiede il plugin flash per mostrare alcuni dei suoi contenuti. DOWNLOAD
Numero 8
item.STAMPA
 
Numero 8
Editoriale
 

| Altri


Cari lettori,
un uomo impiega dieci giorni ad arrivare da Torino a Lecce. Lo stesso uomo oggi potrebbe impiegare dieci giorni ad arrivare sul suolo lunare, ma nel secondo caso gli sarebbe impossibile arrivare senza un idoneo mezzo di trasporto. Una carovana di cammelli, impiega sei, sette mesi per andare da Touggourt a Timbuktu, come spiegava André Citroën nell'introduzione a "La Premiére Traversée du Sahara en Automobile - De Touggourt a Tombouctou par l'Atlantide" di Georges-Marie Haardt e Louis Audouin-Dubreuil - un percorso di 2800 km attraverso il Sahara nel 1924, dove i due autori appena citati impiegarono venti giorni, ed il mezzo di trasporto innovativo era allora un autocingolato Citroen. Per festeggiare l'evento il 4 luglio 1925 Parigi 250.000 lampadine colorate installate su tre lati della Torre Eiffel si accesero per disegnare il nome Citroën che certo non badò a spese e il suo nome, quello dell'omonima Casa costruttrice, rimase lì fino al 1936, visibile a 40 chilometri di distanza. Si stava producendo una delle auto più belle del momento, Traction Avant, una scultura del grande Flaminio Bertoni, autore poi di altre due grandi lezioni di styling quali la 2 CV e la DS, auto capaci di trasportarti in un sogno, auto che sono divenute realtà e sinonimo di eleganza e carattere.
Un brano di Bart Howard del 1954 (reso famoso da Frank Sinatra dieci anni dopo) sembra descrivere meglio di ogni altra, il morbido viaggiare in una Deux chevaux, «Fly me to the moon, And let me play among the stars, Let me see what life is like, On Jupiter and Mars, In other words ...
Buona lettura
 

Immagini

line_separator