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Alfa Romeo
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Mentre De Gasperi, Adenauer e Schuman gettano le basi di quella che quarant'anni dopo sarà l'Unione Europea e la scena politica internazionale è dominata dalla guerra fredda, gli italiani sognano il benessere e la motorizzazione di massa. Le auto, erano una ogni 96 abitanti nel 1949. Diventano una ogni 28 persone nel '58 e una ogni 11 nel '63. In quest'ultimo quinquennio, inoltre, il prodotto interno lordo del Paese cresce del 6,3 per cento l'anno.
Dopo il successo della 1900 (ne vengono costruiti circa 20 mila esemplari), la produzione automobilistica dell'Alfa assume dimensioni industriali.

Nel '51, intanto, Fangio vince il Campionato del mondo di F1 con la 159 che è dotata del più potente motore 1500 mai costruito: 425 CV, oltre 300 km/h. Subito dopo, l'Alfa decide il ritiro dai Gran Premi. Si continua, invece, a gareggiare nelle competizioni Sport e arriva la "1900 Disco Volante", dalla forma lenticolare e capace di raggiungere i 225 km/h.

Nel '54 nasce la Giulietta Sprint, coupé capostipite di molti modelli di successo. È la 1300 più desiderata dell'epoca e sarà venduta in quasi 28 mila esemplari. La versione spider del '55 è una delle più belle automobili a carrozzeria aperta di tutti i tempi: sintetizza lo stile, la personalità e la raffinatezza meccanica tipiche del Marchio e interpreta felicemente l'entusiasmo creativo e la volontà di crescere che sono alla base del boom economico italiano dei primi anni Sessanta. L'affermazione permette all'Azienda di allargare la presenza all'estero. Non a caso la Giulietta Spider nasce su sollecitazione dell'importatore americano, che ne ordina 600 esemplari.
Nel '58 entra in produzione la 2000: alla versione berlina, dalle linee squadrate, si affiancano la Spider e il Coupé. L'anno seguente, per mantenere adeguati volumi produttivi, inizia la fabbricazione (su licenza Renault) dell'utilitaria Dauphine.
A Pomigliano d'Arco continua la produzione di veicoli industriali e di motori diesel Saviem. Per l'esercito viene costruita la 1900 AR51 (più nota come Matta) che s'ispira alle jeep americane; per il mercato Romeo, veicolo commerciale dai molteplici impieghi.
Nel 1956 entra in Alfa Romeo l'ingegner Filippo Surace che 20 anni dopo sostituirà Orazio Satta Puliga. A lui si devono, tra l'altro, i modelli 33, 75, 90 e 164.
 

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