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FIAT Nuova 500
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FIAT Nuova 500
Prodotti > Automobili
Italy 1957

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Prima vera superutilitaria costruita dalla FIAT, la Nuova 500 del 1957 segna una tappa fondamentale nello sviluppo della motorizzazione italiana. A listino per 18 anni, verrà prodotta in circa 3.700.000 esemplari.

La FIAT è la Casa automobilistica con la più lunga tradizione al mondo nel campo delle utilitarie. Iniziata nel 1936 con la 500 Topolino, la sua presenza nel settore è passata attraverso una vastissima serie di realizzazioni, molte delle quali sono risultate autentiche pietre miliari nella storia dell’automobile, non soltanto dal punto di vista tecnico, produttivo e commerciale ma anche in termini socio-economici, culturali e di costume. Una di queste è la Nuova 500, superutilitaria del 1957 destinata a ricoprire un ruolo fondamentale nello sviluppo della motorizzazione popolare e individuale italiana. Nata da una costola della 600 (e come questa dotata di carrozzeria monoscocca, schema meccanico tutto-dietro e sospensioni indipendenti), la Nuova 500 si presenta inizialmente sul mercato come economico anello di congiunzione tra il motociclo e l’automobile, evolvendosi presto in un fenomenale mezzo interclassista a suo agio in una pluralità di ruoli: prima macchina, utilitaria da città, mezzo per lo studio, lo svago e il lavoro.
Fino a tutto il 1954, la FIAT è presente nel segmento utilitario con la 500 C Berlina e Giardiniera, terza e ultima evoluzione della primigenia Topolino degli anni Trenta, vetturetta di concezione meccanica classica (motore anteriore e trazione posteriore, telaio separato, retrotreno a ponte rigido, ecc.) oramai inadatta a soddisfare le esigenze produttive, funzionali e di gestione alla base di una motorizzazione autenticamente di massa. La Casa torinese è comunque impegnata da tempo nello studio di una nuova utilitaria particolarmente moderna e razionale, con carrozzeria monoscocca di grande abitabilità, motore posteriore 4 cilindri raffreddato ad acqua e sospensioni indipendenti. Autore del progetto è l’ingegnere Dante Giacosa, già artefice con l’ingegnere Antonio Fessia della prima 500 e successivamente responsabile di tutti i progetti automobilistici FIAT fino al 1970.
Battezzata 600, la vetturetta fa il suo applauditissimo debutto al Salone di Ginevra del 1955, dando subito grande impulso al processo di motorizzazione popolare avviato diciotto anni prima con la Topolino. La 600 viene messa sul mercato a 621.657 Lire, una quotazione decisamente elevata per un mezzo che rappresenta di fatto il gradino d’accesso alle quattro ruote, ma che non le impedisce di riscuotere un lusinghiero successo commerciale, anche grazie all’irrefrenabile euforia automobilistica che sta contaggiando tutti gli italiani. Nei programmi della FIAT, la 600 non è comunque una sostituta della Topolino bensì un modello di categoria apprezzabilmente superiore: il ruolo di utilitaria minima spetta infatti a una nuova realizzazione ancora più compatta ed essenziale, caratterizzata nella sostanza da costi d’acquisto e d’esercizio appena superiori a quelli di un buon motoscooter.
 

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