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Nardi-Giannini 750 Bisiluro
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Nardi-Giannini 750 Bisiluro
Sport & Corse
Italy 1955

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Nato a Bologna il 31 gennaio 1907 ma torinese d’adozione, Enrico Nardi è una delle figure più rappresentative dell’automobilismo sportivo italiano. Ingegnere, collaudatore, pilota, Costruttore, direttore sportivo e fabbricante di parti speciali, egli inizia la sua poliedrica attività nel 1932 realizzando con Augusto Monaco una originalissima monoposto a trazione anteriore, con motore bicilindrico JAP di un litro e cambio a 5 marce.
Consulente tecnico di numerose Case (ha un ruolo importante anche nella realizzazione della prima Ferrari), Nardi si associa nel 1947 con Renato Danese dando vita alla ND-Nardi e Danese, atelier specializzato nella costruzione in piccola serie di vetture sportive e da corsa, oltre che di componenti speciali per elaborazioni. Capostipite della ND è una piccola 750 Sport munita di propulsore motociclistico BMW e trasmissione e sospensioni di derivazione FIAT 500 Topolino, biposto a cui fanno seguito numerose altre realizzazioni equipaggiate con unità Alfa Romeo, BMW, Carrù, FIAT e Lancia, di 750, 1100, 1500, 2000 e 2500 cm3. Riconfigurata nel 1950 sotto la ragione sociale Nardi & C., l’azienda torinese si cimenta anche in Formula 2 con una innovativa monoposto a motore posteriore spinta da un V6 Lancia Aurelia.
Enrico Nardi è da sempre grande estimatore delle competizioni di durata e in particolare della 24 Ore di Le Mans, gara che ritiene un banco di prova insostituibile per la sperimentazione delle tecnologie automobilistiche più avanzate. Nel 1954, egli decide di tentare una qualificazione internazionale del suo Marchio proprio attraverso la maratona della Sarthe, una edizione – la 22a – a cui partecipa in veste di Costruttore con una interessante barchetta 750 condotta dall’equipaggio franco-italiano composto da Alexandre Gacon e Mario Damonte. Elementi distintivi della vettura sono il telaio tubolare a struttura perimetrale, la carrozzeria in peralluman, le ruote a raggi con mozzi fungenti anche da tamburi dei freni e il propulsore statunitense Crosley, un monoalbero a camme in testa erogante circa 55 CV a 5500 giri/min. Stabile, veloce e ben frenata, la Nardi-Crosley 750 è purtroppo costretta ad abbandonare nel corso del 10o giro per la rottura della pompa acqua.
Forte dell’esperienza maturata attraverso questa partecipazione, Nardi decide di affrontare la successiva edizione della 24 Ore con una vettura del tutto nuova, caratterizzata da soluzioni telaistiche, meccaniche e aerodinamiche tra le più anticonvenzionali ed esasperate mai concepite per un veicolo da corsa a 4 ruote. Gli studi per la nuova automobile vengono avviati nell’estate del 1954, concretizzandosi in un progetto completo ai primi di dicembre. Tempo qualche mese e la storica officina Nardi di via Paolo Braccini n° 86 partorisce un avveniristico rolling chassis con il posto guida e il gruppo motopropulsivo collocati simmetricamente su lati opposti, grosso modo a metà del passo in modo da centralizzare al massimo la posizione del baricentro. La carrozzeria è prevedibilmente del tipo a doppia carlinga, quella di sinistra destinata al motopropulsore e quella di destra al pilota. La costruzione della Bisiluro – questo il nome della vettura – termina ai primi di maggio, appena un mese prima della 24 Ore di Le Mans in calendario l’11 giugno.
 

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