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Nardi-Giannini 750 Bisiluro
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Nardi-Giannini 750 Bisiluro
Sport & Corse
Italy 1955

| Altri


Sotto un profilo concettuale, la nuova automobile risulta chiaramente ispirata al famoso Tarf a doppio fuso costruito da Piero Taruffi nel 1948, un sofisticatissimo veicolo da record frutto delle esperienze maturate dal pilota e ingegnere romano con le motociclette da primato CNA Rondine e Gilera. Gli eccezionali risultati conseguiti con queste moto avevano infatti spinto Taruffi a realizzare un mezzo a 4 ruote caratterizzato da tutti i vantaggi aerodinamici delle 2 ruote carenate, da cui l’idea di impiegare una coppia di fusoliere aeronautiche unite tra loro da sottili profili alari, fusoliere rispettivamente destinate all’unità motrice e al pilota. Un’idea – quella della carrozzeria a doppio fuso – peraltro da tempo molto dibattuta, al punto da essere stata regolarmente brevettata nel 1941 dai tecnici tedeschi Ising e von Koenig-Fachsenfeld. A ogni modo, il bisiluro di Taruffi nasce e resta essenzialmente un veicolo da record, pertanto con un apparato di raffreddamento estremamente semplificato e di minimo disturbo per la concezione aerodinamica generale.
Enrico Nardi si propone di impiegare un’automobile a doppia fusoliera addirittura nella 24 Ore di Le Mans, idea che per forza di cose impone un apparato di raffreddamento efficiente e ben dimensionato. Ciò porta a rivedere apprezzabilmente il concetto originario, essendo necessario ispessire l’elemento tra le due fusoliere per poter accogliere il radiatore acqua. La nuova vettura resta comunque idealmente composta da due carlinghe, quella di sinistra contenente il motore e la trasmissione, l’altra destinata al pilota e al serbatoio carburante. Il profilo alare tra le carlinghe finisce quindi per diventare piuttosto spesso e rialzato, anche per la presenza sul davanti di un esteso scambiatore acqua-aria realizzato in sottilissimi tubi d’ottone. Il sensibile dimensionamento trasversale della carrozzeria rispetto alle carreggiate si motiva con la necessità di carenare le ruote senza eccessiva penalizzazione dell’angolo di sterzo.
Dopo i primi collaudi stradali, la sezione centrale della carrozzeria viene sfruttata anche per il montaggio di un ingegnoso freno aerodinamico, dispositivo costituito da una coppia di flap  controrotanti azionati da un pedale alla sinistra del comando frizione. Collocato nelle immediate vicinanze del centro di pressione, il freno aerodinamico è in grado di provocare consistenti decelerazioni senza reazioni anomale nella tenuta di strada, aiutando il pilota a risparmiare i normali freni a tamburo.
Allestita dalla CA.MO. di Rocco Motto, carrozzeria torinese con sede in via Bardonecchia n° 101, la vestizione della Bisiluro nasce da un’idea del noto architetto Carlo Mollino. La carrozzeria è naturalmente concepita in funzione della massima efficienza aerodinamica, come testimoniano il retrovisore esterno retrattile tramite un comando interno (una raffinatezza funzionale peraltro in grado di assicurare risultati tangibili solo nel lunghissimo rettilineo di Hunaudières) e la targa posteriore accuratamente carenata sotto una lastra di plexiglass. L’abitacolo viene concepito in funzione di stature abbondantemente inferiori al metro e sessanta, con l’impiego anche di un volante semicircolare – ovviamente di produzione Nardi! – in grado di abbassare quanto più possibile la colonna di sterzo e, conseguentemente, la quota del posto guida.