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Nardi-Giannini 750 Bisiluro
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Nardi-Giannini 750 Bisiluro
Sport & Corse
Italy 1955

| Altri


La Bisiluro viene equipaggiata con il potente motore 750 G2 dei fratelli romani Attilio e Domenico Giannini (da cui appunto la denominazione Nardi-Giannini 750 Bisiluro), raffinato bialbero a cascata d’ingranaggi completamente in alluminio, progettato dall’ingegnere romano Carlo Gianini sulla base della sua precedente unità di 500 cm3 destinata alle Moto Guzzi da Gran Premio del biennio 1953-1954. Caratterizzato da misure interne di 57x72 mm, da cui una cilindrata effettiva di 734,53 cm3, il bialbero G2 è in grado di erogare nella prima versione del 1953 circa 60 CV a 7000 giri/min, potenza che nel giro di un biennio arriva a sfiorare quota 70 CV.
Nardi preferisce comunque avvalersi di una versione ampiamente calmierata dell’unità romana (potenza di 55 CV a 6000 giri/min), a tutto vantaggio della resistenza meccanica e del contenimento dei consumi. E’ interessante precisare che al posto del gruppo di alimentazione “evoluto” costituito da una coppia di Weber 32 DCO3 viene preferita l’iniziale batteria di carburatori motociclistici Dell’Orto SS 25 a vaschette separate, una soluzione prestazionalmente molto riduttiva ma che assicura consumi più bassi del 10-15%. Di stretta derivazione FIAT 508 Balilla, il cambio ha l’ingranaggeria notevolmente alleggerita ed è privo di retromarcia. Complice la profilatissima carrozzeria a doppio fuso e il peso di soli 450 kg in ordine di marcia, la vettura si rivela capace di punte velocistiche prossime ai 215 km/h.
La particolare tipologia costruttiva della Bisiluro rende particolarmente difficile il bilanciamento dei pesi in vettura. La ricerca della corretta ripartizione dei pesi impone di arretrare il gruppo motopropulsivo di ben 350 mm rispetto alla soluzione iniziale di progetto, una modifica che peraltro consente una più accentuata centralizzazione delle masse e una conformazione più bassa e rastremata della carlinga sinistra. Al termine della definitiva messa a punto, Enrico Nardi si dichiara pronto a costruire la vettura anche per la clientela, al prezzo tutt’altro che proibitivo di 1.400.000 Lire, una quotazione circa pari a quella di una vettura di classe media (Alfa Romeo Giulietta, Fiat 1400 A, Lancia Appia, ecc.).