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Cristallo parabrezza
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Cristallo parabrezza
Tecnica e componenti
 

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Il termine stesso ìndica in un tempo la localizzazione e l'uso che si fa in vettura di questo cristallo, senza il quale non immaginiamo una vettura.
Sotto un aspetto rigorosamente tecnico il parabrezza è co­stituito da un cristallo, temprato o stratificato piano, o più frequentemente curvo, montato sulla carrozzeria della vettura, di fronte al guidatore, cui fornisce protezione permettendogli una visibilità quanto più estesa possibile in avanti e lateral­mente.
Il parabrezza ha un asse di simmetria verticale e può esse­re di varia forma e sviluppo.
In genere è rastremato regolarmente, inscrittibile in piano in un trapezio isoscele, con i quattro angoli arrotondati. Come si è detto oltre che piano può avere diverso anda­mento curvilineo e, secondo la sua (o le sue) sezioni oriz­zontali può essere:

  • Curvo ad unico raggio di curvatura (superficie cilindrica) [vedi]
  • Curvo a più raggi di curvatura raccordati fra loro,ma che danno origine a superfici cilindriche [vedi]
  • Curvo a più raggi di curvatura raccordati fra loro (superfici cilindriche, o cilindrico-coniche raccordate) [vedi]
  • Curvo con raggi di curvatura sia sull'asse orizzontale che sull'asse verticale.

Per certe particolari applicazioni (esempio grandi veicoli in­dustriali) che prevedono parabrezza enormi o che, se pro­dotti in unico pezzo, potrebbero essere gravemente influen­zati, da eventuali deformazioni in sede di curvatura, si adot­tano «semiparabrezza», in pratica dividendo verticalmente in due parti simmetriche l'intero vetro.
Nel novero dei parametri dimensionali che è bene tenere presenti per progettare un parabrezza rientrano quindi:

  • le dimensioni massime (o minime)
  • la freccia
  • i raggi minimi di curvatura
  • il rapporto corda-freccia
  • angolo montaggio.

I parabrezza assolvono il compito prioritario di proteggere l'abitacolo, e quindi i passeggeri, dagli agenti atmosferici e dal vento della corsa e di permettere in ogni condizione la visibilità necessaria alla guida.
In realtà possono divenire comodi supporti per funzioni di­verse, ma nient'affatto secondarie; si passa dalla «fascia sfumata» in funzione di aletta parasole al circuito antenna radio, al circuito riscaldante al supporto per il retrovisore.

Tipologia dei parabrezza. Possono essere costituiti da un'unica lastra temprata a tem­pra differenziata, oppure da uno stratificato di due lastre con un intercalare plastico di P.V.B.
Nel caso di stratificati si possono usare due lastre uguali (spessore 2 mm) come pure diverse di spessore, una sola essendo colorata.
Lo stesso plastico può essere colorato, nella sua totalità o semplicemente presentare una fascia verde-azzurra sfumata, come detto sopra, posizionata in alto, all'attacco col tetto, con funzione di aletta parasole.
Il montaggio in vettura avviene mediante incollaggio o guar­nizione in gomma, secondo un'inclinazione (angolo di mon­taggio), a seconda dello stile imposto alla vettura dai pro­gettisti, nel rispetto di precise leggi d'ottica.

Tratto da SEKURIT SAINT-GOBAIN ITALIA, Manuale del vetro per auto, Savigliano, Edito a cura della Direzione Commerciale SGS, © 1982

 
  • Cronologia
    1910 Scoperta del vetro stratificato di un Ingegnere francese: Eduardo Benedictus. Due lastre di vetro incollate su tutta la superficie per mezzo di un collante trasparente. In caso di urto, nessuna proiezione di grossi pezzi di vetro appuntiti e aguzzi.
    1910 Prima applicazione di vetro stratificato per automobile. La Compagnie de Saint-Gobain si Interessa a questa scoperta con la sua filiale Triptex & Bertrand Lepatita.
    1929 Scoperta del vetro temprato da parte del servizi dl ricerca delle Compagnie de Saint-Gobain.
    1930 Vetro temprato: prima applicazione nell'auto.
    1935 Vetro stratificato, importante miglioramento tecnico. Intercalare in acetato di cellulosa in fogli (processo umido). La visibilità resta quasi perfetta in caso di rottura.
    1947 Vetro stratificato, per la prima volta il parabrezza stratificato è inserito nella catena di montaggio.
    1952 Tempra: nuovo miglioramento con la nascita del Visurit. La frammentazione è controllata (tempra differenziata). In caso di rottura, una parte del parabrezza si frammenta, riservando di fronte al conducente uno spazio tondo che assicuri visibilità.
    1955 Stratificato: scoperta di un nuovo intercalare. Intercalare in polivinilbutirrale (PVB) processo a secco. Intercalare più elastico: assorbe meglio l'energia cinetica in caso di urto, ma con basse caratteristiche di resistenza alla penetrazione.
    1958 Tempra: creazione del Bisecurit. Nuovi progressi nel controllo della frammentazione. Il parabrezza è diviso in due zone di frammentazione diversa.
    1960 Tempra: apparizione del Luxrit. Nuovo processo di tempra differenziata. Una zona con rottura a frammenti più grandi permette una migliore visibilità in caso di rottura.
    1967 Stratificato: nuova fabbricazione di PVB denominato High Impact. L'intercalare aumenta spessore (0,38-0,76 mm) pur mantenendo le sue proprietà di trasparenza. Rischi di sfondamento attenuati ma in caso di impatto col viso, gravi lacerazioni.
    1977 Nascita del Securiflex. Al parabrezza stratificato H.I. si aggiunge una pellicola plastica sulla superficie rivolta all'interno della vettura. Si eliminano i rischi di lacerazione e la proiezione di frammenti.
    1983 Evoluzione del Securiflex. Parabrezza in una sola lastra di vetro con applicato uno strato di composito plastico. Ai vantaggi del precedente Securiflex si aggiunge, minor peso, maggiore sicurezza, forme complesse.

Immagini

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