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Cristallo parabrezza
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Cristallo parabrezza
Tecnica e componenti
 

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E' un parabrezza, realizzabile sia in versione con cristallo stra­tificato che temprato, sulla cui superficie interna è serigrafato un circuito elettrico comprendente due antenne (a mo­dulazione di frequenza e modulazione di ampiezza) con unica uscita collegata mediante cavetto ad un normale apparecchio radio e con una capacità di 55 pF, cavo di collegamento com­preso.
Vi sono quindi due diversi circuiti [vedi]: infatti il tratto orizzontale superiore (con quelli verticali) opera principalmente per la AM, i tratti orizzontali inferiori (con quelli verticali che li rac­cordano alla discesa centrale) sono l'antenna della FM con relativo adattamento di impedenza.

AM: modulazione di ampiezza (onde corte - medie - lunghe)
FM: modulazione di frequenza.

Abbiamo, di conseguenza, un'antenna doppia con unica usci­ta che si collega mediante un cavetto ad un normale appa­recchio radio e sostituisce pertanto integralmente un'antenna di tipo tradizionale, sia meccanica che elettrica, senza che sia necessario apportare alcuna modifica al ricevitore. Essa è costituita da sottili fili d'argento stampati sulla super­ficie interna del parabrezza con la stessa tecnica con la quale vengono prodotti i lunotti riscaldanti. La larghezza massima del filo conduttore è di 3÷4 decimi di mm. Quindi sia per le sue dimensioni sia per la posizione che occupa sul para­brezza (esso corre lungo il perimetro del vetro con un tratto rettilineo nel centro), non costituisce assolutamente nessun ostacolo per la visibilità del conducente e del passeggero.

Funzionalità. II rendimento di questa antenna è uguale a quello di una buona antenna esterna per la AM e addirittura superiore per la FM. E' da considerare che questo paragone è fatto con antenna tradizionale nuova, cioè prima che l'azione degli agenti atmo­sferici ne abbia alterato le caratteristiche. L'ottimizzazione della ricezione si può ottenere con una con­veniente disposizione dell'impianto elettrico della vettura da prevedersi in fase di progettazione.
Contenendo lo sviluppo del disegno nella parte superiore del parabrezza si è ottenuta una forte riduzione dei disturbi pro­vocati dall'impianto di accensione e dalle varie apparecchia­ture elettriche di bordo, poiché gli elementi rimangono più distanziati dalle fonti di disturbo.
Con la realizzazione di un disegno relativamente complesso [vedi] si ottiene un buon andamento di impedenza fra an­tenna e ricevitore, adattamento assai meno realizzabile con un'antenna tradizionale.
Il grafico [vedi] confronta VISANTENNA con un'antenna stilo: i due tracciati sono stati ottenuti sintonizzando il rice­vitore su una stazione FM e registrando il segnale di uscita mentre la vettura ruotava di 360°: si può notare che il trac­ciato Visantenna presenta un numero inferiore di «minimi» e meno profondi di quelli dell'antenna-stilo.

Vantaggi. Non vi è alcun elemento sporgente dalla carrozzeria che pos­sa in qualche modo venir danneggiato per atti di vandalismo, o comporti difficoltà negli ormai diffusi impianti di lavaggio automatico, nell'entrata e nell'uscita da box o parcheggi.
Non essendoci alcun elemento esterno l'antenna non è sot­toposta all'aggressione degli agenti atmosferici, che specie nelle città riducono considerevolmente la vita delle antenne di tipo tradizionale diminuendone in breve tempo l'efficienza o addirittura rendendo necessaria la sostituzione. Non vi è alcuna foratura della carrozzeria e non si altera l'estetica della vettura come avviene quando l'antenna tradi­zionale è estratta totalmente.
Inoltre viene eliminato il cavo di collegamento sino alla parte posteriore della carrozzeria dove è normalmente piazzata I an­tenna tradizionale, con evidente risparmio in linea di mon­taggio.
La durata è illimitata e coincide con quella del parabrezza. Infatti i fili sono realizzati mediante un deposito d'argento ad alta temperatura, estremamente resistente; il cristallo per­tanto può essere pulito all'interno senza alcuna precauzione particolare in quanto per arrivare ad interrompere il circuito si dovrebbe graffiare il cristallo tanto profondamente da pre­giudicare anche la perfetta visibilità del parabrezza. E' tuttavia prevista la possibilità di eventuali riparazioni dei con­duttori mediante l'impiego di argento liquido da applicare a freddo.
La tecnica costruttiva di questa antenna ne consente anche la realizzazione su parabrezza temprati (Luxrit).

Resistenza alla corrosione del circuito antenna. La prova si esegue in cella umidostatica per 150 ore a 50 ± 2°C e 95 ± 4% U.R.
Al termine della prova non devono riscontrarsi tracce visibili di corrosione, interruzioni o distacchi del circuito antenna del vetro.
Il parabrezza Visantenna (marchio depositato Saint-Gobain) ha formato oggetto della domanda di Brevetto Italiano n.20387 A/79 da parte della Saint-Gobain.

Tratto da SEKURIT SAINT-GOBAIN ITALIA, Manuale del vetro per auto, Savigliano, Edito a cura della Direzione Commerciale SGS, © 1982

 
  • Cronologia
    1910 Scoperta del vetro stratificato di un Ingegnere francese: Eduardo Benedictus. Due lastre di vetro incollate su tutta la superficie per mezzo di un collante trasparente. In caso di urto, nessuna proiezione di grossi pezzi di vetro appuntiti e aguzzi.
    1910 Prima applicazione di vetro stratificato per automobile. La Compagnie de Saint-Gobain si Interessa a questa scoperta con la sua filiale Triptex & Bertrand Lepatita.
    1929 Scoperta del vetro temprato da parte del servizi dl ricerca delle Compagnie de Saint-Gobain.
    1930 Vetro temprato: prima applicazione nell'auto.
    1935 Vetro stratificato, importante miglioramento tecnico. Intercalare in acetato di cellulosa in fogli (processo umido). La visibilità resta quasi perfetta in caso di rottura.
    1947 Vetro stratificato, per la prima volta il parabrezza stratificato è inserito nella catena di montaggio.
    1952 Tempra: nuovo miglioramento con la nascita del Visurit. La frammentazione è controllata (tempra differenziata). In caso di rottura, una parte del parabrezza si frammenta, riservando di fronte al conducente uno spazio tondo che assicuri visibilità.
    1955 Stratificato: scoperta di un nuovo intercalare. Intercalare in polivinilbutirrale (PVB) processo a secco. Intercalare più elastico: assorbe meglio l'energia cinetica in caso di urto, ma con basse caratteristiche di resistenza alla penetrazione.
    1958 Tempra: creazione del Bisecurit. Nuovi progressi nel controllo della frammentazione. Il parabrezza è diviso in due zone di frammentazione diversa.
    1960 Tempra: apparizione del Luxrit. Nuovo processo di tempra differenziata. Una zona con rottura a frammenti più grandi permette una migliore visibilità in caso di rottura.
    1967 Stratificato: nuova fabbricazione di PVB denominato High Impact. L'intercalare aumenta spessore (0,38-0,76 mm) pur mantenendo le sue proprietà di trasparenza. Rischi di sfondamento attenuati ma in caso di impatto col viso, gravi lacerazioni.
    1977 Nascita del Securiflex. Al parabrezza stratificato H.I. si aggiunge una pellicola plastica sulla superficie rivolta all'interno della vettura. Si eliminano i rischi di lacerazione e la proiezione di frammenti.
    1983 Evoluzione del Securiflex. Parabrezza in una sola lastra di vetro con applicato uno strato di composito plastico. Ai vantaggi del precedente Securiflex si aggiunge, minor peso, maggiore sicurezza, forme complesse.

Immagini

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