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Lunotto
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Lunotto
Tecnica e componenti
 

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E' una lastra di cristallo temprato, piana o curva, chiara o colorata, sulla cui superficie interna sono applicate, con pro­cedimento brevettato, delle resistenze elettriche filiformi. Dette resistenze, alimentate dall'impianto elettrico della vet­tura [vedi] assicurano nelle normali condizioni di impiego, lo sbrinamento e il disappannamento della parte del lunotto da esse interessata, in un tempo ragionevolmente breve.
Il riscaldamento del vetro si ottiene prelevando potenza dal­l'impianto elettrico della vettura e per effetto Joule l'energia elettrica si trasforma in energia termica.
L'effetto di riscaldamento è dipendente dalla potenza fornita per unità di superficie riscaldata ed il prodotto di essa con la superficie totale da riscaldare dà il valore della potenza totale fornita al lunotto.
In fase di progettazione si fa riferimento alla potenza nomi­nale. Essa è la potenza dissipata dalla rete riscaldante dopo regime termico stabilizzato.

Note tecniche.
Sulla lastra piana da temprare viene depositato, mediante serigrafia, un sistema di fili che, con successivo processo di tempra, viene fissato sul vetro.
Tale sistema è conduttore per le proprietà della pasta d'ar­gento utilizzata.
II valore della potenza elettrica richiesto viene ottenuto me­diante la scelta della pasta avente un opportuno tenore d'argento e mediante un opportuno dimensionamento della larghezza degli elementi riscaldanti.
Questa può variare sia lungo l'elemento riscaldante stesso, onde realizzare su di esso una ottimale distribuzione della potenza, sia da un elemento all'altro in modo tale da com­pensare forti differenze di lunghezza tra i fili ed ottenere co­si una distribuzione uniforme della potenza riscaldante.
In fase di progettazione è opportuno concordare con i Servizi Tecnici la dispo­sizione dei fili per l'ottimizzazione dell'effetto termico, ricor­dando peraltro che la potenza specifica (la potenza rispetto alla superficie da scaldare) deve essere, per ottenere un effetto soddisfacente, pari al­meno a: 4,2 W/dm2.
Alla base delle considerazioni sopra fatte occorre avere pre­sente quali sono i parametri che intervengono e sui quali si può agire per ottimizzare la rete elettrica riscaldante in fun­zione alle aree da sbrinare. Pertanto partendo dalla potenza specifica:

Potenza specifica x Superficie da sbrinare = Potenza totale necessaria

Dalla potenza totale si ricava la resistenza totale della rete elettrica. Dalla resistenza totale e dalla lunghezza dei fili si ottiene una sezione complessiva della rete riscaldante che in rapporto con il numero dei fili dà la sezione del filo.
Le singole resistenze (fili) sono collegate da barre di con­nessione che ovviamente vengono stampate insieme alle re­sistenze stesse.
Nel caso di lunotti incollati alla carrozzeria che, per ragioni di protezione della colla hanno la zona perimetrale coperta di una banda nera in smalto ceramico, il collettore d'argento è sovrapposto a tale banda nera.
Al fine di assicurare un contatto smalto-adesivo anche sulla zona coperta dall'argento tale collettore non è a superficie continua ma "bucherellato" come indicato in figura [vedi].
Il risultato che ne consegue, per le caratteristiche estetiche che conferisce all'insieme, può essere adattato anche per quei lunotti che non sono incollati.
Su ciascuna barra di connessione viene saldato, in posizio­ne appropriata, un capo-corda, che viene collegato all'im­pianto elettrico della vettura.

Tratto da SEKURIT SAINT-GOBAIN ITALIA, Manuale del vetro per auto, Savigliano, Edito a cura della Direzione Commerciale SGS, © 1982

 

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