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Vetro
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Tecnica e componenti
 

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Il vetro, col passare degli anni, ha sempre più trovato campi applicativi grazie alle sue peculiari doti di trasparenza e di comfort.
Anche l'automobile, sin dal suo primo apparire e ad imitazione di quanto veniva fatto per le carrozze a cavallo, era stata dotata di superfici vetrate.
Si trattava allora di vetro semplicemente ricotto e tagliato a misura, generalmente piano, al quale non venivano chieste particolari prestazioni che non fossero quelle di proteggere i passeggeri dal vento e dalle intemperie.
Coll'aumentare della velocità delle vetture e quindi con l'aggravarsi delle condizioni di rischio collegate alla rottura del vetro, si è andato ponendo in modo sempre più drammatico il problema della sicurezza.
La prima risposta è stata trovata con l'uso del vetro temprato nel quale un trattamento termico preventivo assicurava la possibilità di ottenere, in caso di rottura, una frammentazione minuta e non pericolosa.
Il generalizzarsi dell'uso di questo prodotto nel campo dell'automobile risale agli anni della prima guerra mondiale ed esso è rimasto per lungo tempo l'unico prodotto vetrario di sicurezza a disposizione dell'industria automobilistica.
In generale però il vetro continuava ad essere piano e con una superficie vetrata totale delle vetture intorno ai 2 mq o meno.
Con la seconda guerra mondiale si assiste ad una evoluzione che si indirizza per diverse vie:

  • la diffusione di vetri curvi i quali, soprattutto in posizione di parabrezza, oltre ad aggiungere effetti estetici apprezzabili, consentono di migliorare il coefficiente di penetrazione delle vetture e quindi di migliorarne i rendimenti;
  • la scoperta e la diffusione dei vetri stratificati e temprati per i parabrezza

Il problema che si poneva infatti in quel momento era quello legato al fatto che un parabrezza a tempra uniforme, in caso di rottura, annullava completamente la visibilità del conducente.
Entrambi questi prodotti permettevano di risolvere questo problema e la loro evoluzione è andata sviluppandosi parallelamente con diverse accentuazioni a seconda delle legislazioni adottate nei diversi Paesi.
Contemporaneamente, cominciava ad aumentare la superficie vetrata delle vetture e da quel momento si assisteva ad un continuo incremento di essa ed al continuo aumento delle funzioni che a mano a mano si andavano aggiungendo al vetro.
Sono nati così parabrezza e vetri posteriori di forme sempre più complicate con inclinazioni sempre crescenti e superfici maggiori, si sono introdotte funzioni quali il riscaldamento per evitare l'appannamento, gli spessori sono andati diminuendo per ridurre il peso della vettura, è stato inserito il colore in percentuali sempre crescenti, si è aumentata la sicurezza del prodotto con l'adozione di plastici sempre più spessi o con il miglioramento delle caratteristiche della tempra differenziata, si sono applicate sul vetro antenne, fasce sfumate, sensori di vario tipo e decori a smalto.
In definitiva quello che era un componente relativamente « povero » nel complesso di una autovettura si è andato via via arricchendo di contenuto tecnologico e di importanza funzionale.
Nella tabella successiva si è evidenziato l'andamento della superficie vetraria media della vettura nella produzione italiana dal 1973.

Tratto da SEKURIT SAINT-GOBAIN ITALIA, Manuale del vetro per auto, Savigliano, Edito a cura della Direzione Commerciale SGS, © 1982

 
  • Cronologia
    0000 500 A.C. secondo un racconto di Plinio, il vetro fu una scoperta accidentale sotto il fuoco delle pentole di alcuni mercanti fenici presso il fiume Belo in Siria.
    0000 100 A.C. i romani contribuirono molto all'industria vetraria e misero a punto la produzione per soffiaggio dentro stampi aumentando enormemente la possibile gamma dei manufatti. Inventarono ed usarono il vetro per finestre.
    0200 L'Imperatore Severo applicò una tassa ai prodotti vetrari, nel quadro di una vasta operazione di moralizzazione dei costumi.
    0300 ... ma la storia del vetro è più ricca di sgravi fiscali come quello operato da Costantino e costante ad ogni tassa o barzello gravante sui vetrai.
    0500 Inventato un nuovo procedimento per fare il vetro piano, per soffiaggio di una sfera e suo successivo allargamento per rotazione in forno. Fino al XIX sec.
    1000 Alcuni storici scrivono che i crociati portarono dall'oriente a Venezia l'arte vetraria, dove si stabili nel corso del XI sec.
    1100 A Murano venne messa a punto la composizione di un vetro che per la sua estrema limpidezza fu denominato "cristallo".
    1200 Invenzione del procedimento di fabbricazione del vetro piano per soffiaggio di cilindri, tagliati e poi di nuovo in forno, lasciati a stendere.
    1291 poichè la presenza di forni era spesso causa di incendi, un decreto del Maggior Consiglio del 1291 li concentrò nell'Isoletta di Murano.
    1665 Colbert concede alla "Manufacture Royale des Glaces" provolegi per la fabbricazione del vetro. Nasce SAINT GOBAIN.
    1700 La Saint-Gobain mette a punto il sistema per la produzione di grandi lastre di vetro colato su tavoli, steso con un enorme "mattarello" e quindi lustrato in superficie.
    1900 Produzione meccanica di cilindri da 1 m di diametro e 12 m di altezza che davano origine a lastre di m 3 x 12.
    1913 Fabbricazione del vetro tirato - procedimento FOUR-CAULT.
    1916 Nasce il procedimento LIBBEY-OWENS per vetro tirato. Permette di ottenere forti spessori e buona ricottura.
    1920 Colata continua di vetro fuso fra rulli laminatori direttamente dal forno.
    1925 Fabbricazione vetro tirato, procedimento PITTS-BURG. Si riducono i difetti ottici eliminando il contatto con il refrattario.
    1934 Fabbricazione dello specchio di 200 pollici per l'osservatorio di Monte Palomar
    1936 Fibre di vetro. Recipienti per cottura in vetro.
    1959 Primi esperimenti sul "FLOAT GLASS" (PILKINGTON).
    1964 Negli stabilimenti Saint-Gobain di Pisa inizia la costruzione del primo impianto Float Glass dell'Europa Continentale.

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