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Vetro
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Vetro
Tecnica e componenti
 

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Quanto detto a proposito delle caratteristiche foto­metriche del vetro rappresenta un caso particolare limitato all'intervallo del visibile, del fenomeno più generale dell'inte­razione tra il vetro e la radiazione elettromagnetica.
Tale caso particolare è importante perché riguarda la visio­ne, ma esso in realtà coinvolge una parte soltanto dell'ener­gia trasmessa dallo spettro solare, interessa una parte sol­tanto della curva di trasmissione del vetro, ed è influenzato dalla sensibilità dell'occhio alle varie lunghezze d'onda.
Risulta chiaramente che, da un lato, lo spettro della radiazione solare occupa un intervallo di lunghezza d'onda molto maggiore di quello del visibile, e che l'energia trasportata e divisa circa in parti eguali tra il visibile e il non visibile, mentre, d'altro lato, il vetro è trasparente anche per valori di lunghezze d'onda al­le quali corrisponde una radiazione solare modesta o addirit­tura assente, e diventa "opaco", cioè con trasmissione nulla soltanto per valori di lunghezza d'onda molto elevati corri­spondenti a radiazioni emesse da corpi a bassa temperatura (30 - 150° C).
Entrambe queste considerazioni sono importanti in quanto influenzano il fenomeno del "clima" all'interno dell'automobile sia perché condizionano la quantità di energia solare che penetra all'interno della vettura, sia perché impediscono che l'energia riemessa dagli oggetti riscaldati all'interno possa uscire verso l'esterno (effetto serra).

I parametri energetici. Analogamente a quanto fatto per la radiazione visibile, pos­siamo definire un fattore di trasmissione, di assorbimento e di riflessione energetica (TE, AE, RE) come rapporto tra l'energia solare rispettivamente trasmessa, assorbita o rifles­sa e l'energia solare totale incidente. Inoltre, per poter prendere in conto tutta l'energia che, attra­verso i vetri, penetra all'interno di un'autovettura, occorre definire anche un nuovo parametro: il fattore solare (FS). Quando la radiazione solare attraversa un vetro, quella parte di essa che viene assorbita si trasforma in calore ed au­menta la temperatura del vetro stesso. Il vetro così riscaldato comincia a sua volta ad emettere energia parte della quale (~1/3) è diretta verso l'interno della vettura. L'energia totale che entra nell'abitacolo sarà quindi, secondo lo schema di figura [vedi Fig.]:

E entrante = E trasmessa + E assorbita

Il rapporto tra l'energia totale entrante e l'energia incidente è stato chiamato "fattore solare".
E' bene osservare che nel caso di un'autovettura questa de­finizione è vera solo quando essa è ferma. Quando essa è in moto, l'intenso scambio energetico dovuto all'aria che lambisce le superfici vetrate, impedisce un ri­scaldamento apprezzabile del vetro anche in presenza di un assorbimento importante.

Tratto da SEKURIT SAINT-GOBAIN ITALIA, Manuale del vetro per auto, Savigliano, Edito a cura della Direzione Commerciale SGS, © 1982

 
  • Cronologia
    0000 500 A.C. secondo un racconto di Plinio, il vetro fu una scoperta accidentale sotto il fuoco delle pentole di alcuni mercanti fenici presso il fiume Belo in Siria.
    0000 100 A.C. i romani contribuirono molto all'industria vetraria e misero a punto la produzione per soffiaggio dentro stampi aumentando enormemente la possibile gamma dei manufatti. Inventarono ed usarono il vetro per finestre.
    0200 L'Imperatore Severo applicò una tassa ai prodotti vetrari, nel quadro di una vasta operazione di moralizzazione dei costumi.
    0300 ... ma la storia del vetro è più ricca di sgravi fiscali come quello operato da Costantino e costante ad ogni tassa o barzello gravante sui vetrai.
    0500 Inventato un nuovo procedimento per fare il vetro piano, per soffiaggio di una sfera e suo successivo allargamento per rotazione in forno. Fino al XIX sec.
    1000 Alcuni storici scrivono che i crociati portarono dall'oriente a Venezia l'arte vetraria, dove si stabili nel corso del XI sec.
    1100 A Murano venne messa a punto la composizione di un vetro che per la sua estrema limpidezza fu denominato "cristallo".
    1200 Invenzione del procedimento di fabbricazione del vetro piano per soffiaggio di cilindri, tagliati e poi di nuovo in forno, lasciati a stendere.
    1291 poichè la presenza di forni era spesso causa di incendi, un decreto del Maggior Consiglio del 1291 li concentrò nell'Isoletta di Murano.
    1665 Colbert concede alla "Manufacture Royale des Glaces" provolegi per la fabbricazione del vetro. Nasce SAINT GOBAIN.
    1700 La Saint-Gobain mette a punto il sistema per la produzione di grandi lastre di vetro colato su tavoli, steso con un enorme "mattarello" e quindi lustrato in superficie.
    1900 Produzione meccanica di cilindri da 1 m di diametro e 12 m di altezza che davano origine a lastre di m 3 x 12.
    1913 Fabbricazione del vetro tirato - procedimento FOUR-CAULT.
    1916 Nasce il procedimento LIBBEY-OWENS per vetro tirato. Permette di ottenere forti spessori e buona ricottura.
    1920 Colata continua di vetro fuso fra rulli laminatori direttamente dal forno.
    1925 Fabbricazione vetro tirato, procedimento PITTS-BURG. Si riducono i difetti ottici eliminando il contatto con il refrattario.
    1934 Fabbricazione dello specchio di 200 pollici per l'osservatorio di Monte Palomar
    1936 Fibre di vetro. Recipienti per cottura in vetro.
    1959 Primi esperimenti sul "FLOAT GLASS" (PILKINGTON).
    1964 Negli stabilimenti Saint-Gobain di Pisa inizia la costruzione del primo impianto Float Glass dell'Europa Continentale.

Immagini

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