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Il clima automobile. Numerosi fattori influenzano il confort climatico degli occu­panti di un veicolo:

  • l'irraggiamento ricevuto per unità di superficie
  • la temperatura dell'abitacolo
  • la velocità ed il flusso dell'aria
  • l'umidità dell'aria, etc.

La loro importanza relativa e la loro reale influenza sulla sensazione di disagio del passeggero sono mal conosciute ma, poiché si tratta di grandezze fisiche misurabili, questi parametri rappresentano l'unico mezzo di affrontare il proble­ma in termini numerici e quindi, in mancanza di meglio, oc­corre riferirsi ad essi.
Se il problema è la sensazione di disagio provata dagli oc­cupanti di un'automobile in estate, dei vari parametri che possono essere utilizzati per valutare tale sensazione, il ve­tro è certamente responsabile parzialmente della temperatura dell'abitacolo e totalmente dell'irragiamento che penetra al­l'interno.
Infatti sia la temperatura dell'abitacolo che l'irraggiamento di­retto che colpisce il passeggero sono legati alla trasparenza del vetro alla radiazione solare e quindi una soluzione deve essere ricercata nel senso di ridurre tale trasparenza. D'altra parte le norme esistenti che impongono per un para­brezza una trasmissione luminosa in illuminante A maggiore del 75% impediscono l'adozione di accorgimenti che elimini­no una parte troppo importante dell'irraggiamento visibile. Poiché tale irraggiamento contiene oltre il 50% dell'energia solare saremo in ogni caso costretti, anche con un vetro antisolare ideale, a lasciar passare una parte dell'energia. Inoltre, poiché non esiste un vetro che elimini l'irraggiamento non visibile senza coinvolgere anche parzialmente la compo­nente visibile, in ogni caso gli interventi sulla parte non visi­bile saranno necessariamente limitati.
Il miglior compromesso che e stato sino ad ora raggiunto è rappresentato dal vetro atermico verde nella versione norma­le e nella versione "visaterm 2".
Le curve di trasmissione riportate in figura [vedi figura] così come la differenza tra TL e TE osservabile nella tabella [vedi tabella], evidenziano il tentativo rappresentato da questi prodotti di ottenere variazioni selettive della trasparenza aumentando l'assorbimento della componente non visibile e riducendo al minimo l'intervento nella parte visibile della radiazione solare. Ma quale è l'effettiva influenza dell'adozione di questi pro­dotti sulla temperatura interna e sulla quantità di energia che penetra all'interno dell'abitacolo?
Si tratta di un problema evidentemente legato a numerose variabili "esterne": forma, dimensioni, colore dell'autovettura, stagione dell'anno, ora del giorno, latitudine del luogo; con­dizioni climatiche esterne, orientamento della vettura, durata dell'esposizione, età.
E' stato sviluppato un modello di simulazione che per una determinata vettura ed in condizioni prestabilite valuta:

  • la temperatura dell'aria dell'abitacolo
  • la temperatura dei cruscotto
  • l'irraggiamento trasmesso verso l'interno dell'abitacolo

Dopo due ore di esposizione a vettura ferma, e dopo un percorso prestabilito di 30' i risultati, che hanno trovato conferma in prove pratiche effettivamente condotte su una vettura del modello in questione e nelle condizioni di calco­lo, sono riportati nelle tabelle [vedi tabelle]:

  • Situazione a vettura ferma (temperatura dell'aria estema +30 C)
  • Situazione a fine percorso

Come si vede l'adozione di una vetratura verde e particolar­mente in Visaterm 2 consente di ridurre del 38% la quantità di irraggiamento trasmesso e questo corrisponde ad una di­minuzione della temperatura interna compresa tra 3 e 9 gra­di a seconda della situazione considerata. È difficile valutare in quale misura questi valori si traducono in un miglioramento del confort interno, ma quello che oc­corre osservare è che è illusone sperare in un miglioramen­to significativo di questi parametri se non si va ad interes­sare anche la trasmissione luminosa: solo interventi che in­fluenzino anche la trasmissione luminosa possono, per quan­to detto in precedenza, tradursi in una significativa riduzione dei parametri considerati.
A titolo di esempio abbiamo riportato in tabella sotto la vo­ce "vetratura speciale" i risultati relativi ad una vettura do­tata di vetri tipo Visaterm 2 ma con TLA pari al 60% per i laterali e 40% per il lunotto.
In questo caso si registra, rispetto alla vetratura chiara una riduzione della temperatura interna compresa tra 5 e 12 °C ed una riduzione dell'irraggiamento trasmesso pari al 52%. Notiamo, infine, che tutte queste considerazioni sono state svolte considerando equivalenti gli effetti delle radiazioni dal punto di vista del confort indipendentemente dalla loro lun­ghezza d'onda.
Si tratta certamente di una approssimazione: la sensibilità dell'organismo umano è probabilmente maggiore alle radia­zioni visibili che a quelle non visibili e questo fatto, se con­fermato, porterebbe un ulteriore argomento a favore della necessità di rivedere le norme che impongono valori elevati della TLA anche per i vetri non direttamente interessati alla visione.

Tratto da SEKURIT SAINT-GOBAIN ITALIA, Manuale del vetro per auto, Savigliano, Edito a cura della Direzione Commerciale SGS, © 1982

 
  • Cronologia
    0000 500 A.C. secondo un racconto di Plinio, il vetro fu una scoperta accidentale sotto il fuoco delle pentole di alcuni mercanti fenici presso il fiume Belo in Siria.
    0000 100 A.C. i romani contribuirono molto all'industria vetraria e misero a punto la produzione per soffiaggio dentro stampi aumentando enormemente la possibile gamma dei manufatti. Inventarono ed usarono il vetro per finestre.
    0200 L'Imperatore Severo applicò una tassa ai prodotti vetrari, nel quadro di una vasta operazione di moralizzazione dei costumi.
    0300 ... ma la storia del vetro è più ricca di sgravi fiscali come quello operato da Costantino e costante ad ogni tassa o barzello gravante sui vetrai.
    0500 Inventato un nuovo procedimento per fare il vetro piano, per soffiaggio di una sfera e suo successivo allargamento per rotazione in forno. Fino al XIX sec.
    1000 Alcuni storici scrivono che i crociati portarono dall'oriente a Venezia l'arte vetraria, dove si stabili nel corso del XI sec.
    1100 A Murano venne messa a punto la composizione di un vetro che per la sua estrema limpidezza fu denominato "cristallo".
    1200 Invenzione del procedimento di fabbricazione del vetro piano per soffiaggio di cilindri, tagliati e poi di nuovo in forno, lasciati a stendere.
    1291 poichè la presenza di forni era spesso causa di incendi, un decreto del Maggior Consiglio del 1291 li concentrò nell'Isoletta di Murano.
    1665 Colbert concede alla "Manufacture Royale des Glaces" provolegi per la fabbricazione del vetro. Nasce SAINT GOBAIN.
    1700 La Saint-Gobain mette a punto il sistema per la produzione di grandi lastre di vetro colato su tavoli, steso con un enorme "mattarello" e quindi lustrato in superficie.
    1900 Produzione meccanica di cilindri da 1 m di diametro e 12 m di altezza che davano origine a lastre di m 3 x 12.
    1913 Fabbricazione del vetro tirato - procedimento FOUR-CAULT.
    1916 Nasce il procedimento LIBBEY-OWENS per vetro tirato. Permette di ottenere forti spessori e buona ricottura.
    1920 Colata continua di vetro fuso fra rulli laminatori direttamente dal forno.
    1925 Fabbricazione vetro tirato, procedimento PITTS-BURG. Si riducono i difetti ottici eliminando il contatto con il refrattario.
    1934 Fabbricazione dello specchio di 200 pollici per l'osservatorio di Monte Palomar
    1936 Fibre di vetro. Recipienti per cottura in vetro.
    1959 Primi esperimenti sul "FLOAT GLASS" (PILKINGTON).
    1964 Negli stabilimenti Saint-Gobain di Pisa inizia la costruzione del primo impianto Float Glass dell'Europa Continentale.

Immagini

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