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Vetro
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Vetro
Tecnica e componenti
 

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Il fatto che il vetro sia trasparente costituisce la peculiare fondamentale caratteristica di questo prodotto. La sensazione luminosa che noi proviamo è dovuta all'azio­ne degli irraggiamenti energetici di lunghezza d'onda com­presa tra 0,38 e 0,78 µ.
Sono, in effetti, queste radiazioni che, con efficacia variabile sull'occhio secondo la loro lunghezza d'onda, permettono il fenomeno fisiologico della visione.
Limitando l'esame a questo intervallo di lunghezza d'onda, possono essere definiti, il coefficiente di trasmissione, di ri­flessione e di assorbimento luminoso come rapporti tra il flusso luminoso trasmesso, riflesso e assorbito e il flusso lu­minoso incidente.
Esaminando separatamente i tre coefficienti di riflessione (R) di assorbimento (A) e di trasmissione (T) tenendo pre­sente che tra essi si divide l'intero flusso luminoso e che, pertanto, la loro somma deve essere uguale a 1: R + A + T = 1.

Riflessione. Il fenomeno della riflessione è legato al passaggio della ra­diazione luminosa attraverso la superficie di separazione tra due mezzi con indici di rifrazione diversi (aria-vetro e vetro-aria).
La percentuale di radiazione riflessa dipende dalla differenza tra questi indici di rifrazione, dalle condizioni della superficie, dall'angolo di incidenza. Non dipende, in particolare, dallo spessore del vetro. Nella pratica, essendo l'indice di rifrazione del vetro e la sua condizione superficiale praticamente costanti da una ap­plicazione all'altra, l'unico parametro che influenza la percen­tuale di luce riflessa, e quindi il coefficiente di riflessione, è l'angolo di incidenza.
Più aumenta l'angolo di incidenza più aumenta la percentua­le di luce riflessa, secondo una legge che è illustrata nella figura [vedi Fig.] da cui risulta che questa variazione è piccola fi­no ad incidenza di 45° e diventa sempre più importante per angoli superiori.
In pratica si considera che tutti i vetri, per incidenza entro 10' rispetto alla normale abbiano una riflessione dell'8% coefficiente R = 0,08).

Assorbimento. L'assorbimento avviene per interazione della radiazione luminosa con il materiale che attraversa. Si è verificato che la variazione dell'intensità del flusso luminoso che attraversa uno spessore di materiale è proporzionale al valore del flusso ed allo spessore in questione. Quello che qui è importante rilevare è che l'assorbimento aumen­ta esponenzialmente con lo spessore attraversato e che quindi piccole variazioni di spessore possono provocare importanti va­riazioni di assorbimento.

Trasmissione. La luce che non è stata riflessa né assorbita attraverserà il vetro ed apparirà quindi come luce trasmessa. Nella tabella di [vedi Tab.] sono riportati per vari spessori dei vetri più comunemente usati nell'automobile i valori della tra­smissione, e assorbimento luminosi.

Spettri di trasmissione. Riflessione, assorbimento e trasmissione sono grandezze che dipendono dalla lunghezza d'onda della radiazione che si considera e possono aver valori diversi da una lunghezza d'onda all'altra, pur rimanendo costante ed eguale a 1 la lo­ro somma.
Parlando, come abbiamo fatto sino ad ora, di trasmissione, assorbimento e riflessione luminosa, non abbiamo fatto altro che considerare il valore medio di queste grandezze nell'in­tervallo di lunghezze d'onda alle quali il nostro occhio è sensibile.
È talvolta estremamente significativo esaminare l'andamento di queste grandezze in funzione della lunghezza d'onda. La curva che esprime questo andamento è chiamata "spet­tro" di trasmissione, riflessione e assorbimento. In pratica si utilizza soltanto lo spettro di trasmissione. La figura [vedi Fig.] riporta gli spettri di trasmissione dei tre co­lori (chiaro, verde e bronzo) utilizzati nell'automobile, ed estesi a tutto l'intervallo di lunghezze d'onda interessato dalla radiazione solare.
In particolare va osservata la profonda depressione della curva di trasmissione del cristallo verde nell'intervallo tra 0,7 e 1,50 μ corrispondente al rosso ed all'infrarosso vicino e re­sponsabile della "atermicità" del prodotto in questione.

La misura della trasmissione. Poiché la trasmissione luminosa di un vetro varia con la lunghezza d'onda della luce che lo attraversa, una misura di questo parametro richiede una precisa definizione dello spet­tro di emissione della sorgente luminosa che si utilizza. Per convenzione è stata adottata una sorgente luminosa detta "illuminante A", la cui distribuzione spettrale di emis­sione corrisponde a quella in un cielo chiaro senza nubi, e che viene realizzata praticamente da una lampada a filamen­to di tungsteno portato alla temperatura di 2.856 ± 50 °K. Il campione da esaminare viene posto tra la sorgente ed un rivelatore avente una sensibilità simile a quella dell'occhio umano tarato da Zero (corpo opaco interposto) a 100 (nessun campione interposto).
Tutte le norme internazionali prescrivono un valore della tra­smissione luminosa cosi misurata non inferiore al 75% per i parabrezza e non inferiore al 70% per gli altri vetri interes­sati alla visione.

Tratto da SEKURIT SAINT-GOBAIN ITALIA, Manuale del vetro per auto, Savigliano, Edito a cura della Direzione Commerciale SGS, © 1982

 
  • Cronologia
    0000 500 A.C. secondo un racconto di Plinio, il vetro fu una scoperta accidentale sotto il fuoco delle pentole di alcuni mercanti fenici presso il fiume Belo in Siria.
    0000 100 A.C. i romani contribuirono molto all'industria vetraria e misero a punto la produzione per soffiaggio dentro stampi aumentando enormemente la possibile gamma dei manufatti. Inventarono ed usarono il vetro per finestre.
    0200 L'Imperatore Severo applicò una tassa ai prodotti vetrari, nel quadro di una vasta operazione di moralizzazione dei costumi.
    0300 ... ma la storia del vetro è più ricca di sgravi fiscali come quello operato da Costantino e costante ad ogni tassa o barzello gravante sui vetrai.
    0500 Inventato un nuovo procedimento per fare il vetro piano, per soffiaggio di una sfera e suo successivo allargamento per rotazione in forno. Fino al XIX sec.
    1000 Alcuni storici scrivono che i crociati portarono dall'oriente a Venezia l'arte vetraria, dove si stabili nel corso del XI sec.
    1100 A Murano venne messa a punto la composizione di un vetro che per la sua estrema limpidezza fu denominato "cristallo".
    1200 Invenzione del procedimento di fabbricazione del vetro piano per soffiaggio di cilindri, tagliati e poi di nuovo in forno, lasciati a stendere.
    1291 poichè la presenza di forni era spesso causa di incendi, un decreto del Maggior Consiglio del 1291 li concentrò nell'Isoletta di Murano.
    1665 Colbert concede alla "Manufacture Royale des Glaces" provolegi per la fabbricazione del vetro. Nasce SAINT GOBAIN.
    1700 La Saint-Gobain mette a punto il sistema per la produzione di grandi lastre di vetro colato su tavoli, steso con un enorme "mattarello" e quindi lustrato in superficie.
    1900 Produzione meccanica di cilindri da 1 m di diametro e 12 m di altezza che davano origine a lastre di m 3 x 12.
    1913 Fabbricazione del vetro tirato - procedimento FOUR-CAULT.
    1916 Nasce il procedimento LIBBEY-OWENS per vetro tirato. Permette di ottenere forti spessori e buona ricottura.
    1920 Colata continua di vetro fuso fra rulli laminatori direttamente dal forno.
    1925 Fabbricazione vetro tirato, procedimento PITTS-BURG. Si riducono i difetti ottici eliminando il contatto con il refrattario.
    1934 Fabbricazione dello specchio di 200 pollici per l'osservatorio di Monte Palomar
    1936 Fibre di vetro. Recipienti per cottura in vetro.
    1959 Primi esperimenti sul "FLOAT GLASS" (PILKINGTON).
    1964 Negli stabilimenti Saint-Gobain di Pisa inizia la costruzione del primo impianto Float Glass dell'Europa Continentale.

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