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Editoriale
 

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Il mondo oggi va veloce. Molto veloce. Sicuramente troppo veloce, per essere percepito, compreso e assimilato come meriterebbe. Fatti, eventi e rivoluzionamenti durano lo spazio esatto del loro svolgimento, esaurendosi subito dopo sotto l’incalzare di altri fatti, eventi e rivoluzionamenti in procinto di realizzarsi. Un’accelerazione del mondo che ha il sapore di un long-playing suonato a settantotto giri, di una videocassetta in modalità “avanti veloce”, di un fiore che sboccia in un filmato naturalistico. Un torrente in piena di informazioni e conoscenze difficilissimo da organizzare, da condividere, da sfruttare, o magari solo da riporre organicamente nel grande archivio del sapere umano.
Quanto andasse veloce il mondo lo sapevano anche Diderot e d’Alembert, peraltro in un periodo storico – il Settecento – contrassegnato da un ritmo della realtà assolutamente minimale rispetto a oggi. La loro Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers del 1751 rappresentò il primo concreto tentativo di fissare e rendere fruibili i punti della conoscenza, assicurandosi immediata credibilità e autorevolezza grazie a firme eccellenti del calibro di Jean- Jacques Rousseau e François Marie Voltaire. Da quel momento in poi, lo strumento enciclopedico è diventato il testimone di riferimento per tutto il sapere, un mezzo informativo logicamente work in progress, benché con tutti i limiti riqualificativi tipici della carta stampata.
Nata in chiave generalista, l’enciclopedia si è presto declinata secondo discipline e materie specifiche, tra cui l’automobile. La misura dell’importanza di un fenomeno o di un argomento è spesso data proprio dal numero e dalla consistenza delle enciclopedie dedicate, e in tal senso l’automobile è stata – e continua a essere – oggetto di un numero incalcolabile di iniziative. E questo, l’inventore del primo mezzo semovente (Nicolas Cugnot?, Karl Benz e Gottlieb Daimler?,..), non avrebbe mai potuto immaginarlo. Ancor meno l’avrebbe potuto supporre chi dell’automobile era solo un preconizzatore, come per esempio Ruggero Bacone, che nel 1290 scriveva: “Sarà possibile un giorno costruire dei carri che si avvieranno e seguiteranno a marciare senza impiego di forza umana, o della trazione di un cavallo o di un altro animale.
Ma tant’è, l’automobile alla fine è diventata quello che tutti sappiamo: l’invenzione che in termini libertari, sociali, economici, geo-urbanistici e utilitaristici ha maggiormente inciso sul corso dell’umanità. Come diceva Dante Giacosa nel 1979: “Nessun’altra macchina dà all’uomo una sensazione più grande di amplificazione ed esaltazione delle proprie facoltà fisiche e psichiche. Fra le invenzioni degli ultimi cento anni, l’automobile è quella che ha maggiormente influito sul nostro modo di vivere. Ha liberato l’individuo dalle strette dello spazio e del tempo. Ne ha moltiplicato enormemente l’attività e le possibilità di lavoro. Ha creato una più vasta area di interessi e ha contribuito, in misura predominante, alla rapidità crescente di mutazione che ha caratterizzato la nostra èra.
Trattata e studiata fin dalla nascita attraverso tutte le possibili tipologie a stampa (giornali, saggi, manuali, monografie, via via fino alle enciclopedie), l’automobile è da una dozzina d’anni tra le più importanti materie informative e comunicative della World Wide Web. Grazie a Internet, oggi è possibile interagire con il mondo dell’automobile in tutte le sue forme, su base planetaria, in tempo reale e magari ad personam con i diretti referenti. Grazie a Internet, un’informazione può essere in qualunque momento aggiornata, ampliata, rettificata, confrontata e quindi messa immediatamente a disposizione di tutti, superando in tal modo le inerzie e le problematiche divulgative tipiche della revisione tipografica.
Sempre grazie a Internet, ogni ricerca sull’automobile si risolve immancabilmente in una messe torrentizia di risposte: con tutti i vantaggi e gli svantaggi del caso. Va da sé che la quantità non sempre è sinonimo anche di qualità, soprattutto in termini di attendibilità dei contenuti (caso dei grandi siti-contenitore, dove solitamente manca una verifica dei contributi) e di poliedricità informativa (conseguenza del fatto che i siti automobilistici hanno generalmente carattere specialistico: news, prodotto, sport, ecc.).
enciclopediadellautomobile.com nasce pienamente consapevole di queste realtà, facendone naturalmente tesoro nella sua strutturazione editoriale, culturale e operativa. Elemento cardine è il format enciclopedico, un criterio organico praticamente irrinunciabile in un’opera che vuole fare della grande trasversalità informativa la sua qualità migliore. I tradizionali caratteri tipologici dell’enciclopedia sono stati comunque adeguatamente filtrati e riconfigurati in funzione delle amplissime potenzialità di Internet, non soltanto dal punto di vista tecnico-funzionale, ma anche in termini di articolazione, sviluppo e resa della materia.
Obiettivo primo di enciclopediadellautomobile.com è la completezza informativa, una finalità che ha portato a ridefinire la consueta trattazione segmentata e “in pillole” dello strumento enciclopedico a favore di un criterio espositivo più giornalistico e raccontato, e pertanto avulso da rigidi vincoli di spazio. Un metodo nuovo e sicuramente più completo e accattivante di fare cultura, che non manca di dare giusto spazio anche ai dettagli di importanza sostanziale, particolarmente nell’ambito della materia storica. Fare cultura – e per giunta a 360° – presuppone naturalmente un livello assoluto di attendibilità, e in questo enciclopediadellautomobile.com ha scelto la strada più sicura e garantista del copywrite d’autore. Importantissimo ai fini della qualità informativa è anche il filo diretto e il continuo feedback con le Case e tutti i soggetti interessati, metodica operativa che assicura risultati di prim’ordine e pienamente certificati. In più, enciclopediadellautomobile.com nasce a Torino, storica capitale italiana dell’automobile, e questo è un valore aggiunto non da poco.
Cintura, frizione, messa in moto, prima: si parte.