sabato 21 ottobre 2017


Cella a combustibile
Tecnica e componenti
 
Celle a combustibile


Redazione Online

Una cella a combustibile è, In linea di principio, un dispositivo analogo ad una comune batteria elettrochimica come l'accumulatore piombo-acido. Differentemente da una batteria che è un sistema chiuso, la cella a combustibile, grazie a un flusso di reagenti gassosi immessi nel dispositivo, lavora per produrre energia elettrica disponibile agli elettrodi.
Se una batteria elettrochimica è limitata nella sua durata dalla quantità di "carica", una cella a combustibile garantisce una vita di esercizio continua sino a quando viene essa rifornita di reagenti gassosi.
Dunque una cella a combustibile è un dispositivo elettrochimico in grado di convertire direttamente l'energia chimica in energia elettrica.
Il funzionamento avviene tramite un processo a temperatura costante in cui l'idrogeno (H2) viene combinato con l'ossigeno (O) per formare acqua (H2O).

Storia
Il principio di funzionamento delle celle a combustibile si basa su di una scoperta dell'inglese William Grove avvenuta tra il 1830-1839.
Grove propose la prima pila a gas (elettrodi mantenuti in atmosfera di idrogeno e di ossigeno immersi in acido solforico) anticipatrice delle pile a combustibile.
Circa cento anni dopo sempre in Gran Bretagna, l'ingegnere Francis Th. Bacon sviluppò ulteriormente l'invenzione di Grove, dedicando particolare attenzione alla morfologia degli elettrodi e al ruolo del catalizzatore nel promuovere i processi di cella.
Negli anni Settanta a seguito dei programmi spaziali che hanno selezionato le ceele di combustibile quali sistemi preferenziali per l'alimentazione elettricaa bordo di importanti missioni come i programmi Gemini e Apollo e, più recentemente, in relazione alle loro potenzialità nel rinnovamento energetico (ciclo idrogeno) e nel trasporto ecosostenibile (veicoli elettrici).